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27 Aprile 2026
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Emergenza ludopatia in Calabria: Enzo Bruno: “Fenomeno in crescita, la Regione applichi la legge”

Il vicepresidente della Commissione anti-'ndrangheta presenta un’interrogazione contro il "depotenziamento" della normativa regionale. "Basta proroghe, le infiltrazioni criminali sono un rischio reale".

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La lotta al gioco d’azzardo patologico in Calabria vive una fase di pericoloso stallo. Enzo Bruno, capogruppo di “Tridico Presidente” e vicepresidente della Commissione consiliare contro la ‘ndrangheta, ha depositato un’interrogazione a risposta scritta per scuotere la Giunta regionale sullo stato di attuazione della legge n. 9 del 2018. Quella normativa, nata sotto la spinta di Arturo Bova, era stata salutata come una delle più avanzate d’Italia per la sua capacità di coniugare la tutela della salute pubblica al contrasto economico verso i clan. Tuttavia, secondo Bruno, “è stata progressivamente svuotata di contenuto attraverso proroghe, modifiche e ritardi applicativi che ne hanno annullato l’efficacia”.

I numeri del dramma: 6 miliardi di euro e 60mila patologie

Il quadro delineato dal consigliere regionale è quello di una vera e propria emergenza sociale che corre parallela alla crisi economica delle famiglie calabresi. I dati citati nell’interrogazione sono definiti “impressionanti”: la spesa annua per il gioco nella regione ha superato i 6 miliardi di euro, con una media pro capite tra le più alte del Paese. Questa emorragia finanziaria ha prodotto una platea di circa 60mila persone affette da disturbi legati alla ludopatia. “Non è una battaglia ideologica – chiarisce Bruno – ma di responsabilità istituzionale. Dietro queste cifre ci sono giovani dipendenti e territori che si impoveriscono a vantaggio dei circuiti illegali”.

Le richieste alla Giunta: distanziometro e logo “No Slot”

L’atto ispettivo punta a fare luce sulle troppe zone d’ombra nell’applicazione delle norme. Bruno chiede risposte precise su strumenti fondamentali mai decollati: dal “distanziometro”, che dovrebbe impedire l’apertura di sale gioco vicino a luoghi sensibili, alla regolamentazione degli orari, fino all’istituzione del logo identificativo “No Slot” per gli esercizi virtuosi. “Vogliamo sapere quali misure siano state realmente attuate e quanti Comuni stiano effettuando controlli uniformi”, incalza il capogruppo. L’obiettivo è capire se esista un monitoraggio efficace o se la Calabria stia lasciando campo libero a un fenomeno che, oltre a minare la coesione sociale, offre praterie alle infiltrazioni della criminalità organizzata.

Un appello alla responsabilità politica

Il messaggio rivolto alla politica regionale è un richiamo alla coerenza e alla legalità. Per Enzo Bruno, il tempo dei rinvii è scaduto e la regione non può permettersi ambiguità di fronte a un fenomeno così pervasivo. “La legge c’è: va applicata fino in fondo”, conclude il vicepresidente della Commissione anti-‘ndrangheta, sollecitando un’assunzione di responsabilità immediata da parte di tutta l’assemblea calabrese per invertire una tendenza che appare ormai fuori controllo e che rischia di compromettere definitivamente il tessuto civile della regione.

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