26 Settembre 2026
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Garlasco, la Procura sente Garofano: nuovi accertamenti sul delitto di Chiara a un passo dalla chiusura dell’inchiesta

A pochi giorni dalla nuova chiusura delle indagini, la Procura di Pavia torna a esaminare gli accertamenti scientifici del 2007. Ascoltato l'ex comandante del Ris Luciano Garofano

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A pochi giorni dalla scadenza fissata per la nuova chiusura delle indagini, la Procura di Pavia torna a concentrarsi sugli accertamenti scientifici eseguiti subito dopo l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di Garlasco.

Tra gli ultimi atti istruttori figura l’audizione di Luciano Garofano, ex comandante del Ris dei Carabinieri, ascoltato insieme ad alcuni militari che parteciparono alle attività investigative dell’epoca. Un passaggio che riporta l’attenzione sulle analisi effettuate nei giorni successivi al delitto per il quale Alberto Stasi è stato condannato con sentenza definitiva.

Sentito Luciano Garofano, ex comandante del Ris

L’audizione si è svolta nel massimo riserbo e non sono stati resi noti i contenuti delle dichiarazioni.

Garofano, che in passato aveva ricoperto anche il ruolo di consulente della difesa di Andrea Sempio, ha preferito non commentare l’inchiesta: «Non faccio commenti sull’indagine. Aspettiamo il 415 bis», ha dichiarato.

Le nuove consulenze su Dna, impronte e rilievi scientifici

L’indagine è entrata nella fase finale con diverse consulenze tecniche richieste dalla Procura.

La prima riguarda il materiale biologico rinvenuto sotto le unghie della vittima. Il genetista Carlo Previderè ha riesaminato il profilo genetico alla luce delle osservazioni formulate dalla difesa. In precedenza quel Dna era stato collegato alla linea paterna di Andrea Sempio, ma la perita nominata dal Gip, Denise Albani, aveva escluso la possibilità di attribuirlo con certezza, definendolo un profilo misto, incompleto e non attribuibile.

Sotto esame anche le scarpe e l’impronta “a pallini”

Un secondo approfondimento è stato affidato all’antropologa forense Cristina Cattaneo, incaricata di verificare le caratteristiche fisiche di Sempio e confrontarle con gli elementi raccolti sulla scena del crimine.

Al centro dell’analisi c’è anche la cosiddetta impronta “a pallini”, lasciata sul pavimento della villetta di via Pascoli, oggetto di una nuova valutazione da parte degli esperti Giampaolo Iuliano e Nicola Caprioli.

Gli accertamenti si intrecciano con il tema della misura delle scarpe. Secondo le ricostruzioni processuali, l’autore del delitto avrebbe indossato una scarpa numero 42 con suola a pallini, mentre Sempio aveva dichiarato nel 2007 di portare il numero 44.

Resta aperta la consulenza psichiatrica

Manca ancora un tassello prima della conclusione dell’inchiesta: la consulenza psichiatrica affidata a Roberto Catanesi.

Lo specialista aveva chiesto di incontrare direttamente Sempio, ma il colloquio non si è svolto dopo il rifiuto dell’indagato, su indicazione dei suoi legali. La valutazione sarà quindi effettuata sulla documentazione disponibile, comprese interviste, scritti, diari e le registrazioni dei soliloqui captati dai carabinieri durante alcune attività investigative.

Tra gli aspetti richiesti dalla Procura figurano anche la capacità di intendere e di volere dell’indagato al momento dell’omicidio e l’eventuale presenza di disturbi psicologici. La difesa ha già contestato questo accertamento, ritenendo che una simile valutazione dovrebbe avvenire solo attraverso una perizia disposta in incidente probatorio.

Il 28 settembre la scadenza fissata dalla Procura

Il termine fissato dagli inquirenti per completare tutti gli accertamenti è il 28 settembre. Successivamente la Procura metterà gli atti a disposizione della difesa con la nuova comunicazione di conclusione delle indagini.

Da quel momento gli avvocati di Andrea Sempio avranno venti giorni di tempo per presentare memorie difensive, osservazioni e consulenze tecniche prima delle eventuali determinazioni finali della Procura sull’ipotesi di richiesta di rinvio a giudizio.

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