Beppe Grillo ha deciso di passare al contrattacco. L’ex garante del Movimento 5 Stelle ha notificato al M5s presieduto da Giuseppe Conte l’atto di citazione davanti al Tribunale di Roma per rivendicare la titolarità del nome e del simbolo “Movimento 5 Stelle”. È quanto rivela la testata Open, che per prima ha dato notizia della mossa legale destinata a infiammare ancora di più i rapporti tra il fondatore e l’attuale presidente del partito.
La battaglia che Grillo non voleva evitare
L’udienza dovrebbe tenersi a luglio. Una data che segna l’inizio di un confronto destinato a durare mesi, se non anni. E a commentare per primo la notizia è l’ex parlamentare M5s Marco Bella, da sempre vicino a Grillo, che sui social non usa mezze misure.
“La battaglia legale sarà difficile, lunga e complessa”, scrive Bella. “E chi sarà in prima fila sarà purtroppo Beppe. Proprio la persona che il MoVimento l’ha fondato, costretto ancora una volta a metterci soldi suoi. Contro qualcuno che, invece, si è assicurato milioni di finanziamenti pubblici. La dignità, però, non ha prezzo. È una battaglia giusta e per quanto difficile va fatta”.
L’appello finale di chi ci crede ancora
Il messaggio di Bella si fa ancora più diretto: “Se vi rimane ancora un po’ di dignità, ridate il simbolo e il nome del MoVimento a Beppe. E andate per la vostra strada. Fatevi il vostro simbolo. Loro, purtroppo, non credo molleranno. Noi nemmeno. Forza Beppe!”.
Una chiamata alle armi che arriva dritta dal cuore di chi considera Grillo l’unico vero proprietario di quel marchio nato nel 2009. Una guerra legale che, al di là delle sentenze, rischia di spaccare definitivamente ciò che resta del Movimento 5 Stelle. E stavolta non sarà sui social o nei talk show: sarà in tribunale.









