La guerra tra Iran, Stati Uniti e Israele continua ad aggravarsi. Secondo quanto riferito dall’esercito israeliano, nelle ultime operazioni sarebbero stati uccisi il capo delle forze Basij iraniane e il capo del Consiglio di sicurezza Ali Larijani.
Nel frattempo si registrano massicci bombardamenti su Teheran e nuovi attacchi anche in Libano, dove nelle scorse ore è rimasto ferito un soldato italiano della missione UNIFIL. Il conflitto rischia di allargarsi ulteriormente a tutta la regione, mentre cresce la tensione tra le potenze coinvolte.
Esplosioni nel Golfo: attacchi a Doha e Dubai, morto un civile ad Abu Dhabi
La crisi ha ormai raggiunto anche il Golfo Persico. Nelle ultime ore sono state segnalate esplosioni a Doha e Dubai, mentre ad Abu Dhabi una persona è morta dopo essere stata colpita dalle schegge di un missile. In Iraq è stata inoltre colpita l’ambasciata degli Stati Uniti, insieme a un hotel che ospitava soldati italiani. L’episodio conferma quanto il conflitto stia assumendo sempre più i contorni di una guerra regionale, con possibili conseguenze per la sicurezza internazionale.
Tajani: “L’Italia non è in guerra e non entrerà nel conflitto”
Dal governo italiano arriva una posizione netta. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha escluso qualsiasi coinvolgimento diretto dell’Italia. “Non siamo in guerra e non ci entreremo”, ha dichiarato il capo della diplomazia italiana, cercando di rassicurare l’opinione pubblica sul ruolo del Paese nella crisi.
Trump attacca gli alleati: “Non ci serve l’aiuto della NATO”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha invece adottato toni molto più duri. In un’intervista ha dichiarato che il conflitto “potrebbe concludersi nel giro di due settimane”, sostenendo che gli Stati Uniti starebbero “stravincendo”. Trump ha anche criticato duramente alcuni alleati occidentali, dopo che Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Canada hanno espresso contrarietà a un intervento nello Stretto di Hormuz. “Quelli che abbiamo aiutato ora non ci sono. Non abbiamo bisogno dell’aiuto della NATO”, ha affermato.
La tensione su Hormuz e la guerra dei droni
Uno dei punti più delicati della crisi resta lo Stretto di Hormuz, snodo strategico per il trasporto mondiale di petrolio. Secondo diverse analisi militari, l’Iran potrebbe utilizzare droni e piccole imbarcazioni armate per minacciare le rotte energetiche e mettere sotto pressione Stati Uniti e NATO. Gli esperti avvertono che un’eventuale chiusura dello stretto avrebbe effetti devastanti sui mercati energetici globali, con ripercussioni anche sull’economia europea e italiana.
Allerta globale: gli Stati Uniti rafforzano la sicurezza delle ambasciate
Di fronte all’escalation, il Dipartimento di Stato americano ha ordinato a tutte le ambasciate statunitensi nel mondo di effettuare immediatamente una revisione delle misure di sicurezza. Secondo quanto riportato dal Washington Post, la decisione è stata presa per prevenire possibili attacchi o ritorsioni legati al conflitto in Medio Oriente.









