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4 Marzo 2026
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Il “miracolo” di Ratzinger e la corsa alla beatificazione: Padre Georg rompe il silenzio

La guarigione di un giovane malato di cancro, le preghiere del suo storico segretario e la prudenza del Vaticano. A tre anni dalla morte di Benedetto XVI, la sua possibile beatificazione torna al centro del dibattito

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Gli anni trascorsi accanto a Papa Benedetto XVI sono stati una vera e propria “grazia”. A dirlo è l’arcivescovo Georg Gänswein, oggi nunzio apostolico negli Stati baltici e per oltre un decennio segretario personale di Joseph Ratzinger, durante tutto il suo pontificato e anche dopo le dimissioni del 2013.

Intervenendo a un evento della rivista cattolica Kelion presso la Biblioteca Nazionale Lituana, Padre Georg ha confidato apertamente di nutrire grandi speranze per l’apertura della causa di beatificazione di Ratzinger. “Prego spesso per la sua intercessione”, ha spiegato, pur riconoscendo la tradizionale prudenza della Chiesa su questi processi.

Una vita accanto a Ratzinger, tra fede e formazione

Nel suo intervento, Gänswein ha ricordato il rapporto umano e spirituale con l’ex Pontefice, definendo quel periodo non solo come una formazione teologica e intellettuale, ma anche come una profonda educazione del cuore e dell’anima. Un legame che, secondo il presule, lascia un segno indelebile.

Fama di santità e miracoli “in vita”

Per avviare una causa di beatificazione, la Chiesa valuta anzitutto la fama di santità del candidato. In questo contesto, circolano anche racconti di presunti miracoli, ma con un’importante precisazione: i miracoli avvenuti quando il candidato è ancora in vita non vengono normalmente presi in considerazione dalla Congregazione delle Cause dei Santi.

È il caso di una guarigione che, pur facendo discutere, non potrà essere decisiva per il processo canonico.

Il caso Peter Srsich: la guarigione che fa discutere

La vicenda più citata riguarda Peter Srsich, oggi sacerdote. Nel 2011, a soli 17 anni, gli fu diagnosticato un linfoma al quarto stadio, con un grande tumore a un polmone. Gravemente malato, aveva un sogno: incontrare il Papa.

Grazie all’associazione Make-a-Wish, nel maggio 2012 Peter partecipò a un’udienza in piazza San Pietro. Durante l’incontro, consegnò a Benedetto XVI un braccialetto verde con la scritta “Pray for Peter”. Il Papa gli chiese se parlasse inglese e posò la mano sul suo petto, esattamente nel punto del tumore. Un gesto insolito, che molti interpretarono come l’inizio di un evento miracoloso.

Da quel giorno, le condizioni del ragazzo iniziarono a migliorare fino a una guarigione completa e medicalmente inspiegabile. Nove anni dopo quell’incontro, Peter è stato ordinato sacerdote.

La prudenza del diretto interessato

Nonostante le interpretazioni, Peter Srsich mantiene un profilo basso. Ha raccontato che la forza ricevuta dall’incontro con il Papa lo aiutò ad affrontare la malattia, ma ha anche sottolineato il ruolo decisivo delle chemioterapie nel percorso di guarigione.

Quando può aprirsi la causa di beatificazione

Le regole sono chiare: devono trascorrere almeno cinque anni dalla morte del candidato per avviare ufficialmente una causa di beatificazione, salvo deroghe papali. Papa Benedetto XVI è morto il 31 dicembre 2022. I tempi, dunque, non sono ancora maturi, ma le parole di Padre Georg riaccendono l’attenzione su un processo che potrebbe presto entrare nel vivo.

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