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5 Marzo 2026
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Influenza in crescita, contagi in aumento e pressione sugli ambulatori: quasi 700 mila casi in una settimana

Bambini i più colpiti, domina il virus H3N2. Le Regioni più interessate e le misure per proteggersi

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Questa settimana si registra un aumento sostenuto dei casi di infezioni respiratorie acute registrati dalla sorveglianza RespiVirNet. I numeri dell’ultima rilevazione parlano chiaro: 695 mila italiani costretti a letto nell’arco di sette giorni, circa 100 mila in più rispetto alla settimana precedente. Un incremento netto che fotografa l’ingresso nel vivo della stagione influenzale.

Un trend atteso, ma ancora senza picco

“L’aumento è in linea con l’andamento atteso per questo periodo dell’anno”, precisa la direttrice del Dipartimento di Malattie Infettive dell’Iss, sottolineando però l’incertezza sui tempi del massimo stagionale: “Non è possibile prevedere esattamente quando si raggiungerà il picco“. La finestra temporale resta ampia: “Di solito si registra tra fine dicembre e fine gennaio, ma nelle prossime settimane è probabile che l’incidenza delle infezioni rimanga alta“.

I numeri dell’ultima settimana

Secondo il bollettino, tra l’1 e il 7 dicembre l’incidenza è stata di 12,4 casi ogni 1.000 abitanti. A trainare la curva sono ancora una volta i più piccoli: la fascia sotto i 4 anni registra un’incidenza tripla rispetto alla media, con 38 casi su 1.000. Le Regioni più colpite risultano Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Sardegna.

I virus in circolazione

Aumenta la quota di infezioni attribuibili ai virus influenzali, responsabili di circa un quarto dei casi. Tra questi, “al momento risulta dominante il tipo H3N2“. Le restanti infezioni sono causate prevalentemente da Rhinovirus, Adenovirus e virus Parainfluenzali, che contribuiscono a mantenere elevata la pressione sui servizi sanitari territoriali.

Prevenzione: cosa fare ora

“Ricordiamo le principali misure di prevenzione“, ribadisce la direttrice. “La vaccinazione, per cui si è ancora in tempo dal momento che il virus circolerà ancora per diverse settimane, una rigorosa igiene delle mani, il rispetto dell’etichetta respiratoria — ad esempio tossendo in un fazzoletto o nell’incavo del braccio — ed evitare luoghi chiusi e affollati in presenza di sintomi”.

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