Gli Stati Uniti hanno deciso di inviare un nuovo contingente militare nel Golfo Persico, aumentando la pressione sull’Iran in una fase particolarmente delicata per gli equilibri del Medio Oriente.
Secondo quanto riportato da ABC News, circa 2.200 soldati della 31ª Unità di spedizione dei Marines sono stati mobilitati e sono diretti nella regione nell’ambito delle operazioni legate alla crescente tensione con Teheran.
Navi d’assalto e caccia F-35B nella missione
Il dispiegamento militare statunitense comprende anche un importante supporto navale e aereo. Nella missione sono state mobilitate le unità USS Tripoli, USS San Diego e USS New Orleans, navi progettate per operazioni anfibie e per il rapido dispiegamento di truppe lungo le coste.
La forza militare è accompagnata anche da circa 20 caccia di quinta generazione F-35B Lightning II, velivoli avanzati con capacità di decollo e atterraggio verticale, particolarmente adatti alle operazioni da navi d’assalto anfibio.
L’ipotesi di un’operazione sull’isola di Kharg
Tra gli scenari che circolano negli ambienti militari emerge anche la possibilità di un’operazione sull’isola iraniana di Kharg, situata nel Golfo Persico e considerata uno dei punti più sensibili dell’infrastruttura energetica dell’Iran.
Da questa isola transita infatti circa l’80% dell’export petrolifero di Teheran, rendendola un nodo strategico per l’economia del Paese e per gli equilibri del mercato energetico internazionale.
Una mossa che aumenta la tensione con Teheran
Il dispiegamento dei Marines statunitensi e delle unità navali nel Golfo Persico rappresenta un ulteriore segnale dell’aumento della tensione tra Washington e Teheran.
Un eventuale intervento sull’isola di Kharg potrebbe avere conseguenze rilevanti non solo sul piano militare ma anche su quello economico, con possibili ripercussioni sui mercati petroliferi globali e sulla stabilità dell’intera area del Medio Oriente.









