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4 Marzo 2026
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Israele attacca il Libano, colpiti hotel ed edifici: morti e feriti. Pasdaran: “Abbiamo il controllo dello stretto di Hormuz”

L’Idf colpisce i vertici del potere iraniano e stringe la morsa sul Libano. Mentre i Pasdaran rivendicano il controllo di Hormuz, l'intelligence europea lancia l'allerta sul rischio terrorismo.

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La quinta giornata di conflitto segna un punto di non ritorno nello scontro diretto tra lo Stato ebraico e la Repubblica Islamica. Le Forze di Difesa Israeliane (Idf), supportate dall’azione congiunta degli Stati Uniti, hanno sferrato un attacco massiccio su Teheran colpendo decine di obiettivi militari. Secondo il portavoce in lingua araba dell’Idf, Avichay Adraee, le operazioni hanno sventrato il quartier generale dei Basij, la forza paramilitare legata ai Pasdaran, distruggendo piattaforme di lancio missilistiche e sistemi di difesa aerea.

In un episodio senza precedenti, l’aviazione israeliana ha rivendicato il dominio dei cieli sopra la capitale nemica: “Un caccia F-35I dell’aeronautica israeliana (‘Adir’) ha abbattuto poco fa un caccia YAK-130 dell’aeronautica iraniana nei cieli di Teheran“, si legge nel comunicato ufficiale. Nel frattempo, i Pasdaran hanno risposto sul piano strategico-navale dichiarando: “Abbiamo il controllo totale dello stretto di Hormuz”, minacciando di fatto le rotte energetiche mondiali.

Successione di sangue: eletto il figlio di Khamenei

Il caos politico segue quello militare. Un raid mirato ha colpito il palazzo dove era riunita l’Assemblea degli Esperti, impegnata nella nomina della nuova Guida Suprema dopo la morte dell’ayatollah precedente nei recenti attacchi. Al termine di una sessione drammatica, è stato eletto Mojtaba Khamenei, 56 anni, figlio del defunto leader, che eredita il comando di un Paese sotto assedio.

Libano sotto assedio: stragi a Baalbek e Beirut

Il fronte libanese non concede tregua. L’Idf ha esteso le operazioni contro le infrastrutture di Hezbollah, colpendo non solo la capitale Beirut, ma anche aree residenziali e strategiche. A Baalbek, nel Libano orientale, un edificio di quattro piani è stato raso al suolo: il bilancio provvisorio è di almeno quattro morti e sei feriti. Altri attacchi aerei su Aramoun e Saadiyat, nell’area del Monte Libano, hanno causato la morte di almeno sei persone.

La situazione a Beirut appare critica: dopo gli avvisi di evacuazione emessi per 16 villaggi e città durante la notte, imponenti colonne di fumo si sono levate questa mattina dal quartiere meridionale di Dahiyeh. Sky News conferma l’inizio di una nuova ondata di raid sistematici contro le postazioni della milizia sciita.

Allerta Intelligence: il rischio terrorismo in Europa

L’escalation mediorientale sta già proiettando ombre scure sulla sicurezza del Vecchio Continente. La relazione annuale dell’intelligence, presentata oggi, evidenzia come la tensione in Iran possa alimentare una nuova ondata di minacce.

“Sono inoltre aumentati – si legge nel documento – i rischi derivanti dalle attività di Hamas su suolo europeo, soprattutto per il coinvolgimento nella circolazione di armi e in possibili progettualità ostili contro obiettivi israeliani ed ebraici”. Anche in Italia sono state condotte diverse operazioni antiterrorismo per neutralizzare soggetti connessi al conflitto.

Il monito di Sanchez: “Stop alla roulette russa”

Dalla comunità internazionale si leva il grido d’allarme del premier spagnolo Pedro Sanchez. Dalla Moncloa, il leader ha richiamato le potenze al dialogo per evitare che un errore di calcolo porti alla catastrofe globale.

“Spesso le grandi guerre scoppiano per una concatenazione di risposte che sfuggono di mano, per errori di calcolo, per guasti tecnici, per eventi imprevisti, pertanto dobbiamo imparare alla storia. E non possiamo giocare alla roulette russa con il destino di milioni di persone”, ha dichiarato Sanchez, invocando l’immediata cessazione delle ostilità.

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