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11 Giugno 2026
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Lega, proposta la stretta sulla cittadinanza: esame di integrazione, residenza più lunga e revoca rapida

Dalla modifica della legge del 1992 all’introduzione di criteri severi per giovani e adulti, il partito di Salvini punta a definire chi merita davvero lo status di cittadino italiano

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La Lega ha presentato una proposta di legge alla Camera che mira a modificare la legge del 1992 sulla cittadinanza. Il testo, firmato dal capogruppo Riccardo Molinari insieme ai deputati Jacopo Morrone, Giorgia Andreuzza, Ingrid Bisa ed Elena Maccanti, introduce un esame di integrazione obbligatorio per i maggiorenni nati e cresciuti in Italia. L’esame, stabilito con decreto del Ministro dell’Interno, dovrà accertare la conoscenza delle regole sociali e giuridiche minime e verificare l’effettiva integrazione nella società italiana.

Oltre all’esame, il provvedimento richiede l’assenza di condanne penali o procedimenti per delitti non colposi, introducendo nuovi vincoli per la concessione della cittadinanza. I tempi di residenza necessari vengono estesi: da 2 a 4 anni per i minori figli o discendenti di italiani, da 3 a 10 anni per gli stranieri nati in Italia, da 4 a 8 per i cittadini UE e da 5 a 10 per gli apolidi.

Revoca della cittadinanza e ricongiungimenti familiari

Il testo prevede anche nuove cause di revoca della cittadinanza in caso di condanne definitive per reati gravi, come violenza di genere, stalking, revenge porn, costrizione al matrimonio, mutilazioni genitali femminili o tratta di esseri umani. Si riduce il termine per l’adozione della revoca da 10 a 2 anni e viene eliminata l’impossibilità di ritirare la cittadinanza se l’interessato non possiede un’altra nazionalità.

Sul fronte dei ricongiungimenti familiari, il provvedimento introduce requisiti più stringenti. Sono esclusi coloro che non hanno contribuito al progresso della comunità italiana e che potrebbero rappresentare un onere sociale. Inoltre, viene aumentata la soglia di reddito minimo e introdotto l’obbligo di assicurazione sanitaria per ogni componente della famiglia.

Motivazioni e contesto politico

La Lega giustifica la proposta come una risposta all’esito del referendum abrogativo del giugno 2025, che aveva respinto la riduzione dei tempi di residenza per richiedere la cittadinanza. Secondo i proponenti, il provvedimento vuole garantire che lo status di cittadino venga attribuito solo a chi dimostra di meritarlo, tutelando la collettività e rafforzando la coesione sociale.

Al momento, il testo non è ancora stato assegnato alla commissione competente per l’avvio dell’esame, ma la misura ha già acceso il dibattito politico su criteri di integrazione, inclusione e diritti dei cittadini nati in Italia.

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