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3 Marzo 2026
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Madre uccide la figlia disabile e poi si toglie la vita: “Era rimasta sola dopo la morte del marito”. Comunità sotto shock

La tragedia si è consumata nel centro storico di Corleone, dove una donna di 78 anni avrebbe strangolato la figlia disabile prima di impiccarsi. Era rimasta sola dopo la scomparsa del marito, ex infermiere molto conosciuto in paese. Il sindaco: “La situazione sembrava sotto controllo, ma le condizioni della figlia erano peggiorate”

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Una tragedia familiare ha sconvolto Corleone. Una donna di 78 anni, Luisa Pecoraro, avrebbe ucciso la figlia Giuseppina Milone, 47 anni, affetta da una grave forma di autismo, e poi si sarebbe tolta la vita. Il dramma si è consumato nella loro abitazione nel centro storico del paese, dove sono intervenuti i carabinieri e i sanitari del 118.

La donna aveva perso il marito appena otto mesi fa, un ex infermiere dell’ospedale dei Bianchi, ricordato da molti per la sua grande umanità. Da quel momento si era ritrovata da sola a sostenere il carico assistenziale della figlia disabile.

LA PRIMA RICOSTRUZIONE DEI FATTI

Secondo gli inquirenti, la madre avrebbe strangolato la figlia con una corda, prima di impiccarsi. A dare l’allarme sarebbe stato un vicino di casa, insospettito da rumori insoliti provenienti dall’abitazione.

Gli investigatori stanno lavorando per chiarire tutti i passaggi di quello che appare come un omicidio-suicidio maturato in un quadro di estrema fragilità emotiva e sociale.

IL CONTESTO FAMILIARE: UNA SOLITUDINE INSOSTENIBILE

La comunità di Corleone racconta una famiglia conosciuta e benvoluta. Dopo la morte del marito, i servizi sociali avevano attivato un percorso di sostegno, affiancato dalla presenza costante dei familiari e della parrocchia di Santa Maria, dove madre e figlia erano solite andare a messa.

Il sindaco, Walter Rà, ricorda che “la signora era ben seguita, si era costruito un percorso graduale di assistenza”. Sembrava che la situazione fosse sotto controllo, ma nelle ultime settimane le condizioni della figlia erano peggiorate: oltre alla disabilità mentale legata all’autismo, erano comparse gravi difficoltà nella deambulazione, un ulteriore peso emotivo e pratico sulle spalle della madre.

UNA COMUNITÀ CHE SI INTERROGA

La tragedia riaccende il dibattito sul tema dell’assistenza alle famiglie fragili, spesso lasciate a fronteggiare da sole carichi di cura insostenibili. Corleone oggi si ritrova a fare i conti con un dramma che non riguarda solo una casa, ma l’intero tessuto sociale di una comunità.

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