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6 Marzo 2026
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Medio Oriente, l’infanzia sotto le bombe: nei primi cinque giorni di violenze quasi 200 minori uccisi

Oltre 100 milioni di bambini travolti dall’escalation di guerra nella regione. Save the Children lancia l’allarme: scuole chiuse, famiglie sfollate e bambini che dormono tra esplosioni e paura

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Nel Medio Oriente, dove l’escalation militare coinvolge ormai almeno 15 Paesi, oltre 100 milioni di bambini stanno vivendo tra paura, stress e rischio costante di danni fisici e psicologici. È l’allarme lanciato da Save the Children, l’organizzazione internazionale impegnata da più di un secolo nella tutela dell’infanzia.

Secondo le informazioni raccolte da fonti ufficiali e riportate dai media, nei primi cinque giorni di violenze quasi 200 bambini hanno perso la vita: un numero che equivale, simbolicamente, a oltre sei classi scolastiche cancellate.

Gli attacchi hanno devastato case, scuole e ospedali, mentre intere comunità sono costrette a spostarsi per cercare riparo. Per molti minori la guerra è diventata una presenza quotidiana che segna profondamente la loro crescita.

Scuole chiuse e infanzie sospese

In molte aree colpite dal conflitto le scuole sono state chiuse, impedendo ai bambini di continuare a studiare e vivere una quotidianità normale.

I più piccoli non possono uscire a giocare, le famiglie incontrano enormi difficoltà nel raggiungere servizi sanitari di base e l’aumento vertiginoso dei prezzi dei beni essenziali rende ancora più fragile la sopravvivenza quotidiana.

Molti bambini, raccontano gli operatori sul campo, faticano perfino a dormire, disturbati dal rumore continuo delle esplosioni e dal timore di nuovi bombardamenti.

Famiglie in fuga e rifugi improvvisati

Per proteggere i propri figli, migliaia di famiglie sono costrette a lasciare le proprie abitazioni. Alcuni trovano rifugio in scuole o edifici considerati più sicuri, altri cercano ospitalità presso parenti o amici in case dotate di scantinati o aree protette.

Gli operatori umanitari raccontano anche piccoli gesti quotidiani di sopravvivenza:
molte persone sigillano le finestre con nastro adesivo per evitare che i vetri esplodano durante le detonazioni e utilizzano il cosiddetto “rumore bianco” per aiutare i bambini ad addormentarsi nonostante il fragore delle bombe.

“Ogni guerra è una guerra contro i bambini”

“Ogni guerra è una guerra contro i bambini e, come sempre, sono loro a pagare il prezzo più alto –  afferma Ahmad Alhendawi, direttore regionale di Save the Children per Medio Oriente, Nord Africa ed Europa orientale – . I bambini vivono nella paura, intrappolati nel fuoco incrociato di una guerra tra adulti. Abbiamo già assistito alla morte di quasi 200 minori e, senza un’azione immediata, il numero delle vittime innocenti potrebbe crescere ancora”. Alhendawi sottolinea che i bambini non devono mai essere considerati “danni collaterali”: “Le guerre hanno delle regole e i bambini non possono mai essere coinvolti”.

Infanzie segnate dal conflitto

Per molti minori della regione questa non è la prima guerra. Alcuni hanno già vissuto anni di conflitti e spostamenti forzati, perdendo ogni senso di stabilità. “Molti bambini stanno assistendo per la prima volta a esplosioni che fanno tremare le loro case, senza capire cosa stia accadendo –  spiega ancora Alhendawi – Altri, invece, hanno già vissuto troppi anni di violenza, con un’infanzia profondamente segnata”.

L’appello alla diplomazia

Secondo Save the Children, l’unica via per evitare un ulteriore disastro umanitario è fermare immediatamente l’escalation. “Oltre 100 milioni di bambini vivono in aree colpite dalle ostilità –  –  ricorda l’organizzazione –  .  E’ fondamentale fare tutto il possibile per fermare la violenza e proteggere i minori”.

L’organizzazione chiede a tutte le parti coinvolte di rispettare il diritto umanitario internazionale, garantendo che civili e infrastrutture civili – come scuole e ospedali – non vengano colpiti.

Particolare preoccupazione riguarda l’uso di armi esplosive nelle aree densamente popolate, che rappresenta un rischio enorme per la popolazione civile e soprattutto per i bambini.

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