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9 Marzo 2026
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Meloni avverte le aziende dell’energia: “Tasse più alte per chi specula sulle bollette”

Nell’intervista a Fuori dal Coro su Retequattro, la premier parla anche della guerra in Medio Oriente e di un sistema internazionale in cui, secondo lei, “sono saltate le regole del diritto internazionale”

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Il governo è pronto a intervenire contro eventuali speculazioni sui prezzi dell’energia. Lo ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante un’intervista alla trasmissione Fuori dal Coro su Retequattro.

La premier ha lanciato un messaggio diretto alle aziende del settore energetico: se dovessero emergere comportamenti speculativi legati all’aumento dei prezzi delle bollette di luce e gas, l’esecutivo potrebbe introdurre nuove tasse sui profitti.

Meloni ha spiegato che l’obiettivo sarebbe quello di recuperare le risorse e destinarle alla riduzione delle bollette per famiglie e imprese. “Consiglio a tutti prudenza”, ha detto la presidente del Consiglio, lasciando intendere che il governo è pronto ad agire nel caso in cui vengano accertate manovre speculative.

La priorità del governo: evitare nuovi rincari dell’energia

Secondo Meloni una delle principali priorità dell’esecutivo in questa fase è impedire che la speculazione faccia aumentare ulteriormente i prezzi dell’energia.

Il tema è tornato centrale nel dibattito politico dopo l’aumento delle tensioni internazionali e lo scoppio del conflitto con l’Iran, che rischia di avere ripercussioni sui mercati energetici globali e quindi anche sulle bollette in Europa.

Negli ultimi giorni l’opposizione aveva criticato il governo proprio sul fronte dei rincari energetici, chiedendo interventi più incisivi per proteggere famiglie e imprese.

Il quadro internazionale: “Saltate le regole del diritto internazionale”

Nel corso dell’intervista, la presidente del Consiglio ha commentato anche la situazione geopolitica globale. Secondo Meloni il contesto internazionale è caratterizzato da una crescente instabilità.

“La realtà è che sono saltate le regole del diritto internazionale”, ha dichiarato la premier, sottolineando però che la crisi non nasce solo dagli ultimi eventi ma da un processo iniziato da tempo.

Secondo la presidente del Consiglio, uno dei passaggi chiave è stata l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, che avrebbe reso evidente la fragilità del sistema internazionale e il limite delle istituzioni chiamate a far rispettare le regole.

Meloni ha ricordato che teoricamente questo ruolo spetta alle Nazioni Unite, ma ha sottolineato l’anomalia rappresentata dal fatto che uno dei membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu sia coinvolto direttamente in un conflitto.

La posizione sull’Iran e sul nucleare

La premier ha affrontato anche il tema della crisi legata all’Iran e alle tensioni con Stati Uniti e Israele.

Meloni ha spiegato che l’attuale escalation sarebbe legata al fallimento dei negoziati sul programma nucleare iraniano. Secondo quanto dichiarato dagli Stati Uniti e da Israele, l’Iran avrebbe raggiunto un livello di arricchimento dell’uranio molto superiore a quello necessario per usi civili.

Per la presidente del Consiglio si tratta di una questione di sicurezza internazionale: secondo Meloni nessuno può permettersi che il regime degli Ayatollah arrivi a dotarsi di armi nucleari, anche alla luce della disponibilità di missili a lungo raggio.

“La guerra non piace a nessuno, ma l’alternativa non è rassicurante”

Meloni ha sottolineato che la guerra rappresenta sempre uno scenario negativo e pieno di rischi, ma ha anche ricordato che la situazione è estremamente complessa.

Secondo la premier, il problema principale è che l’accordo sul nucleare iraniano non è stato raggiunto, nonostante gli sforzi diplomatici per evitare una nuova escalation.

La guerra non piace a nessuno – ha affermato – ma neanche l’alternativa è rassicurante”, evidenziando i timori legati alla possibilità che l’Iran possa sviluppare capacità nucleari militari.

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