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14 Marzo 2026
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Meloni denunciata per genocidio alla Corte dell’Aia, la premier: “Credo che non esista un altro caso al mondo”

La Presidente del Consiglio parla del caso internazionale e rivendica i successi elettorali del centrodestra: “Nessun nervosismo nella maggioranza”

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“Io, il ministro Crosetto, il ministro Tajani e credo anche l’amministratore delegato di Leonardo, Roberto Cingolani, siamo stati denunciati alla Corte penale internazionale per concorso in genocidio. Ora, credo che non esista un altro caso al mondo e nella storia di una denuncia del genere”. Con queste parole, la premier Giorgia Meloni ha aperto la sua intervista a Porta a Porta, in onda questa sera su Rai1, commentando la notizia della denuncia presentata contro di lei e altri membri del governo.

La presidente del Consiglio ha poi affrontato diversi temi di attualità politica e sociale, dalle manifestazioni pro-Palestina agli scioperi della Cgil, difendendo l’operato dell’esecutivo e ribadendo la sua posizione su alcuni dossier sensibili.

“Rispetto per chi manifesta, ma le violenze erano organizzate”

Meloni ha voluto distinguere tra chi protesta pacificamente e chi approfitta delle manifestazioni per fomentare tensioni. “Ho grande rispetto per le persone scese in piazza per una questione sentita – ha detto – ma le violenze erano organizzate e preordinate. Uno degli striscioni di testa inneggiava al terrore del 7 ottobre: quando si consente a chi inneggia al terrorismo di Hamas di stare in testa al corteo, forse la tesi dei semplici infiltrati è un po’ riduttiva”. La premier ha sottolineato di non voler criminalizzare le proteste, ma di voler “tutelare la libertà di chi manifesta pacificamente e isolare chi vuole solo creare caos”.

“Sciopero pretestuoso: la Cgil difende la sinistra, non i lavoratori”

Meloni ha poi attaccato duramente lo sciopero generale indetto dalla Cgil, definendolo “pretestuoso”: “Nei dieci anni in cui ha governato la sinistra la Cgil ha indetto sei scioperi generali. Nei tre anni del mio governo, quattro. E lo fa mentre aumentano occupazione e salari e diminuisce la precarietà. Lo fa sulla politica estera, un unicum nella storia del sindacato”. Secondo la premier, il sindacato sarebbe “molto più interessato a difendere la sinistra che i lavoratori”.

Il tema del blocco navale: “C’è dal 2009, Conte non se n’era accorto?”

Meloni ha replicato alle critiche di Giuseppe Conte e di altri esponenti dell’opposizione sul blocco navale: “Conte e compagnia dicono che è illegittimo. Ma il blocco navale c’è dal 2009. Non se n’era accorto? Perché non ha posto il problema allora? Se tutto diventa strumentale, non si aiutano le possibilità di pace”.

Regionali e Calabria: “Gli italiani guardano ai risultati”

Nel corso dell’intervista, la premier ha parlato anche dell’esito delle regionali in Calabria e nelle Marche, dove il centrodestra ha ottenuto buoni risultati: “Per me è molto importante, perché ho la conferma che gli italiani vedano i risultati e capiscano quando si tenta di trattarli da scemi. Come quando, il giorno prima del voto, si propone la sospensione del bollo auto per i calabresi o si promette lo Stato Palestina in cambio di un voto nelle Marche”.

Meloni ha concluso sottolineando che “non c’è nervosismo nella maggioranza” e che “le vittorie regionali dimostrano che gli italiani riconoscono il lavoro del governo, con tutti i limiti e le difficoltà del momento”.

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