Una bambina di due anni e suo padre sono stati fermati dagli agenti federali dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice) a Minneapolis mentre rientravano a casa dopo una commissione. A riportarlo è il Guardian, citando atti giudiziari e i legali della famiglia.
Secondo quanto ricostruito, l’uomo, identificato come Elvis Joel TE, e la figlia sono stati trattenuti e successivamente trasferiti in Texas, in un centro di detenzione per migranti, nonostante in serata un giudice federale avesse ordinato il rilascio immediato della minore.
Il giudice ordina il rilascio, ma padre e figlia vengono deportati
La decisione delle autorità federali di far salire padre e figlia su un aereo diretto in Texas, ignorando l’ordine del giudice, ha suscitato indignazione. Secondo Irina Vaynerman, uno degli avvocati della famiglia, i due sono stati successivamente riportati in Minnesota, dove la bambina è stata affidata alla madre, mentre il padre resta detenuto.
“La portata di ciò che è accaduto è inimmaginabile”, ha dichiarato la legale. “La depravazione di questa vicenda è indescrivibile”.
Cento religiosi arrestati in aeroporto durante la protesta
La tensione è esplosa anche all’aeroporto internazionale di Minneapolis–St. Paul, dove circa 100 membri del clero sono stati arrestati durante una manifestazione contro la stretta sull’immigrazione. Secondo gli organizzatori, i religiosi protestavano contro presunte deportazioni di migranti detenuti su voli in partenza.
Leader religiosi cristiani si sono inginocchiati, cantando inni e recitando il Padre Nostro sotto temperature polari, prima di essere ammanettati e portati via, come mostrano diversi video diffusi online.
Sciopero generale e piazze piene contro l’Ice
Gli arresti si inseriscono in una giornata di mobilitazione nelle Twin Cities, ribattezzata “Giornata della Verità e della Libertà”, che ha invitato i cittadini del Minnesota a boicottare scuola, lavoro e acquisti. Migliaia di persone hanno sfidato il gelo per protestare contro l’aumento delle operazioni dell’Ice nelle ultime settimane.
Secondo la Metropolitan Airports Commission, i manifestanti sono stati fermati per aver superato i limiti del permesso e interrotto le operazioni aeroportuali. Ma per la reverenda Elizabeth Barish Browne, arrivata dal Wyoming, “quanto sta accadendo è chiaramente immorale”.
Immigrazione e metodi dell’Ice: cresce la tensione
La rabbia resta alta in Minnesota, paralizzato da uno sciopero generale contro i raid dell’Ice e i metodi definiti brutali dalle associazioni per i diritti civili. Particolare indignazione ha suscitato l’arresto di minori, tra cui quello di un bambino di cinque anni, episodio che il Dipartimento per la Sicurezza nazionale continua a negare.
Intanto il governo dell’Ecuador ha chiesto formalmente chiarimenti a Washington sul caso di un minore ecuadoregno fermato, per tutelarne sicurezza e benessere.
Foto ritoccate e poteri ampliati: le polemiche contro la Casa Bianca
A infiammare ulteriormente il dibattito, una foto ritoccata diffusa dalla Casa Bianca che ritrae l’attivista Nekima Levy Armstrong in lacrime durante l’arresto, mentre l’immagine originale la mostrava serena. Un portavoce ha liquidato l’episodio come un semplice “meme”, ma le polemiche non si sono fermate.
Nel frattempo, una circolare interna autorizzerebbe gli agenti dell’Ice a entrare nelle abitazioni senza mandato, una mossa che secondo numerosi esperti viola il Quarto Emendamento della Costituzione americana.
Nuovi fondi all’Ice: il Congresso approva
Sul fronte politico, la Camera dei Rappresentanti ha approvato il finanziamento al Dipartimento della Sicurezza nazionale per 64,4 miliardi di dollari, di cui 10 destinati all’Ice. Il provvedimento è passato con 220 voti favorevoli e 207 contrari, grazie anche al sostegno di sette deputati democratici.
Mentre Washington rafforza i poteri dell’agenzia per l’immigrazione, Minneapolis resta uno degli epicentri della protesta contro una politica che, per molti, sta oltrepassando i limiti dello Stato di diritto.








