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11 Marzo 2026
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Negoziati ad Abu Dhabi: primo vertice tra Russia, Ucraina e USA. Mosca: “Forze Kiev via dal Donbass”. Tajani: “Zelensky ingeneroso con Ue”

Al via il tavolo diplomatico negli Emirati per fermare il conflitto. Mentre il Cremlino esige il ritiro di Kiev dal Donbass come condizione imprescindibile, dura replica a Zelensky: "L'Ue ha fatto di tutto".

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I riflettori della politica internazionale sono puntati oggi e domani su Abu Dhabi, dove ha preso il via il primo vertice negoziale tra Ucraina, Russia e Stati Uniti per tentare di porre fine alla guerra. La delegazione statunitense è rappresentata da Jared Kushner e Steve Witkoff, giunti negli Emirati direttamente da Mosca. Per conto di Kiev, il Presidente Volodymyr Zelensky ha inviato una delegazione di alto profilo composta dal consigliere per la sicurezza nazionale Rustem Umerov, dal capo di gabinetto Kirylo Budanov, dal negoziatore David Arakhamia e dal capo di stato maggiore Andrii Hnatov.

La controparte russa è invece guidata dal direttore del Gru, Igor Kostyukov, e dal direttore del Fondo russo per gli investimenti diretti, Kirill Dmitriev. Quest’ultimo, nel suo ruolo di inviato del Cremlino per gli investimenti esteri, ha in agenda anche un incontro separato con Witkoff a margine della sessione plenaria.

Lo scontro territoriale sul Donbass

Il tema centrale del confronto, definito “cruciale” dallo stesso Zelensky durante una conferenza stampa online, riguarda il controllo dei territori dell’Ucraina orientale. Le posizioni tra le parti restano tuttavia distanti. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha infatti ribadito che il ritiro delle forze di Kiev dal Donbass rappresenta una condizione necessaria per qualsiasi soluzione del conflitto. Secondo Peskov, senza regolare la questione territoriale risulterebbe inutile sperare nella conclusione di un accordo a lungo termine.

Il clima dei colloqui preliminari avvenuti a Mosca tra Vladimir Putin e gli inviati della Casa Bianca, Witkoff, Kushner e l’esordiente Josh Gruenbaum, è stato descritto dal consigliere Yuri Ushakov come “costruttivo, sostanziale, franco e basato sulla fiducia”. Quell’incontro, durato quasi quattro ore, ha gettato le basi per il gruppo di lavoro a tre attivo oggi ad Abu Dhabi, dedicato specificamente ai temi della sicurezza. Oltre alla crisi ucraina, Putin e gli inviati americani hanno discusso del “Board of Peace” per Gaza, della Groenlandia e delle relazioni bilaterali, concordando di mantenere contatti stretti.

La replica di Tajani alle critiche di Zelensky

Parallelamente ai tavoli diplomatici, si registra una frizione tra Roma e Kiev. A margine del forum imprenditoriale Italia-Germania a Roma, il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha risposto con fermezza alle dichiarazioni del leader ucraino, che da Davos aveva definito l’Europa “smarrita”.

Tajani ha definito “non generoso” l’atteggiamento di Zelensky, sottolineando come l’Unione Europea abbia garantito l’indipendenza dell’Ucraina attraverso ogni sforzo possibile sul piano politico, finanziario e militare. Il titolare della Farnesina ha ribadito con vigore che l’Europa ha fatto tutto il necessario per sostenere la resistenza di Kiev.

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