“Sempre disponibile”, “non mi giudica”: con queste espressioni molti adolescenti raccontano il rapporto che hanno con gli strumenti di intelligenza artificiale (IA). Un sondaggio contenuto nell’edizione 2025 dell’”Atlante dell’Infanzia a rischio in Italia”, pubblicato da Save the Children, rivela che il 41,8 % dei ragazzi tra i 15 e i 19 anni ha fatto ricorso all’IA in momenti di difficoltà emotiva o di incertezza. I numeri mostrano altresì che il 92,5 % di questa fascia d’età utilizza strumenti di IA, mentre il 58,1% degli utilizzatori l’ha fatto per chiedere un consiglio su qualcosa di rilevante per la propria vita (il 14,3 % “spesso”, il 43,8 % “qualche volta”).
Una zona “sicura”
Gli adolescenti descrivono l’IA come una zona di comfort: un interlocutore che è “sempre disponibile”, che ascolta senza giudicare e risponde in modo immediato. In questa prospettiva, molti preferiscono uno strumento virtuale piuttosto che una persona reale: il 63,5 % di chi ha chiesto aiuto all’IA ritiene infatti che il confronto digitale sia più soddisfacente di quello umano (20,8 % spesso, 42,7 % qualche volta). Parallelamente, dall’indagine emergono altri aspetti della vita digitale degli adolescenti: il 38% dichiara di controllare spesso lo smartphone anche in presenza di amici o familiari, il 27% si sente nervoso se non lo ha con sé.
Aspetti di vulnerabilità e tempo “offline”
L’indagine non si limita all’uso dell’IA, ma offre una fotografia più ampia dell’adolescenza “onlife”. Meno della metà dei giovani (49,6 %) riferisce un buon livello di benessere psicologico. Per quanto riguarda le attività tradizionali, il 46,2 % non legge libri al di fuori del percorso scolastico, il 21,2 % non è mai andato al cinema nel 2024 e oltre un terzo non ha partecipato a una gita o vacanza di almeno una notte. Secondo la direttrice del Polo Ricerche di Save the Children, la generazione che oggi attraversa l’adolescenza è “duramente segnata” dall’emergenza Covid-19, e il rischio che restino disuguaglianze educative, economiche e sociali diventi più forte è concreto.







