Dramma a Palermo, dove due operai sono morti in un incidente sul lavoro dopo il cedimento del braccio di una gru. Le vittime, un uomo romeno di 50 anni e un tunisino di 41, si trovavano su un cestello al decimo piano di un edificio in via Marturano quando il mezzo ha improvvisamente ceduto, facendoli precipitare per decine di metri.
Il crollo della gru e il volo nel vuoto
Secondo le prime ricostruzioni, il secondo braccio della gru si sarebbe spezzato mentre gli operai erano impegnati in lavori sulla facciata. Il cestello, insieme alla struttura, ha sfondato la tettoia di un’attività commerciale sottostante. I due lavoratori sono morti sul colpo. Nel crollo è rimasto ferito anche un uomo di 35 anni, dipendente del rivenditore di pneumatici, trasportato all’ospedale Villa Sofia con una frattura al setto nasale.
Operai in nero: emergono gravi irregolarità
Dalle prime indagini emerge un dato inquietante: i due operai lavoravano in nero, senza contratto e senza iscrizione agli enti previdenziali di categoria. Un elemento che aggrava ulteriormente il quadro e riporta al centro il tema della sicurezza sul lavoro e dello sfruttamento.
Inchiesta per omicidio colposo: due indagati
La Procura di Palermo ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. Sono attualmente indagati il titolare della ditta edile e il proprietario dell’appartamento dove erano in corso i lavori. Gli accertamenti, coordinati dalla magistratura, riguarderanno lo stato di manutenzione della gru, il rispetto delle norme di sicurezza e l’eventuale utilizzo dei dispositivi di protezione individuale.
Testimoni: “Un boato come una bomba”
Chi ha assistito alla scena parla di un impatto violentissimo. “Ho sentito un boato, sembrava fosse crollato un palazzo”, racconta una residente della zona.
Un altro testimone sottolinea come il bilancio poteva essere ancora più grave: solo il caso ha evitato ulteriori vittime tra i presenti.
Sindacati in rivolta: sciopero e sit-in
Dura la reazione dei sindacati, che denunciano l’ennesima tragedia legata alla mancanza di controlli.
Le sigle Cgil, Cisl e Uil chiedono interventi urgenti su tutele, formazione e sicurezza, mentre l’Unione sindacale di base ha proclamato uno sciopero generale di 24 ore a Palermo e provincia, con un sit-in davanti alla Prefettura.
Istituzioni: “Non si può morire lavorando”
Messaggi di cordoglio sono arrivati dalle istituzioni, tra cui il presidente della Regione Sicilia Renato Schifani e il sindaco Roberto Lagalla.
Proprio il primo cittadino ha ribadito con forza: “Non è accettabile continuare a morire mentre si lavora”.







