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4 Marzo 2026
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Pandorogate, Chiara Ferragni assolta: il giudice archivia l’accusa di truffa nei confronti dell’influencer

Arriva l'assoluzione al termine del processo abbreviato sui casi del Pandoro Pink Christmas e delle uova di Pasqua. Caduta l’accusa di truffa aggravata

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Chiara Ferragni è stata assolta dall’accusa di truffa aggravata nell’ambito del cosiddetto Pandorogate, il procedimento giudiziario che aveva acceso i riflettori sui casi del Pandoro Pink Christmas e delle uova di Pasqua legate a campagne promozionali a sfondo solidale.

La decisione è stata pronunciata oggi dal giudice Ilio Mannucci Pacini, della terza sezione penale del Tribunale di Milano, al termine del processo con rito abbreviato.

Le accuse contestate all’influencer

L’influencer era imputata per truffa aggravata, in relazione a presunti messaggi ingannevoli diffusi sui social network. Secondo l’impostazione dell’accusa, Ferragni avrebbe promosso la vendita dei prodotti lasciando intendere che una parte del ricavato fosse destinata a progetti di beneficenza, circostanza ritenuta non sufficientemente chiara nei contenuti promozionali. Un impianto accusatorio che non ha però retto al vaglio del giudice.

La decisione del Tribunale di Milano

Con la sentenza pronunciata oggi, il Tribunale ha assolto Chiara Ferragni, ritenendo non sussistenti gli elementi necessari per configurare il reato contestato. La formula dell’assoluzione segna la conclusione giudiziaria di uno dei casi mediatici più discussi degli ultimi mesi.

Un caso mediatico e giudiziario

Il Pandorogate aveva sollevato un ampio dibattito pubblico sul rapporto tra influencer marketing, beneficenza e trasparenza comunicativa, portando anche a interventi dell’Autorità garante e a riflessioni sul quadro normativo che regola la comunicazione commerciale online. La pronuncia del Tribunale di Milano chiude ora il capitolo penale della vicenda.

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