Cesare Parodi ha rassegnato le dimissioni dalla presidenza dell’Associazione nazionale magistrati (Anm), citando ragioni strettamente personali. La notizia è stata comunicata al Comitato direttivo centrale, in vista della riunione già programmata per il 28 marzo.
Il magistrato ha spiegato che la decisione è legata a “gravi motivi familiari”, in particolare alla salute di un congiunto, precisando che non vi è alcuna correlazione con la campagna referendaria né con lo spoglio dei voti sulla riforma della giustizia. “Assolutamente no”, ha risposto ai giornalisti, chiarendo la netta separazione tra la sua scelta personale e l’attualità politica.
Secondo quanto riferito dai membri del Cdc, la tempistica della comunicazione rifletterebbe la volontà di non associare le dimissioni all’esito del referendum mantenendo la decisione nell’ambito privato e familiare.









