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4 Marzo 2026
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Prezzi delle sigarette in rialzo: da domani fino a 30 centesimi in più a pacchetto

A partire saranno le “bionde” del gruppo Philip Morris con aumenti fino a 30 centesimi a pacchetto. Le Marlboro, ad esempio, potrebbero arrivare a 6,80 euro

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Dal 16 gennaio scattano i primi rincari delle sigarette previsti dalla legge di Bilancio, dopo quelli su gasolio e pedaggi autostradali. A partire saranno le “bionde” del gruppo Philip Morris (tra cui Marlboro, Chesterfield, Merit, Diana e Muratti), con aumenti fino a 30 centesimi a pacchetto. Le Marlboro, ad esempio, potrebbero arrivare a 6,80 euro. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha già pubblicato la tabella con i prezzi aggiornati, mentre nei prossimi giorni è atteso l’adeguamento anche per le altre marche.

Aumento derivante dal rialzo dell’accisa minima

La manovra, ricorda Assoutenti, garantirà allo Stato un maggior gettito complessivo di 1,47 miliardi di euro nel triennio 2026-2028 (213 milioni nel 2026, 465,8 milioni nel 2027 e 796,9 milioni nel 2028), che si aggiunge ai circa 15 miliardi annui già assicurati dalla tassazione sul tabacco. L’aumento deriva soprattutto dal rialzo progressivo dell’accisa minima: per le sigarette si passa da 29,50 euro per 1.000 pezzi nel 2025 a 32 euro nel 2026, 35,50 nel 2027 e 38,50 nel 2028. Salgono anche le accise su sigaretti e tabacco trinciato.Per ora non risultano coinvolti i tabacchi riscaldati (come Terea, Glo o Ploom), segmento su cui le multinazionali stanno puntando sempre di più, mentre vengono colpite le sigarette elettroniche: aumentano i coefficienti d’accisa sia per i liquidi con nicotina (dal 18% nel 2026 al 22% dal 2028) sia per quelli senza nicotina (dal 13% nel 2026 al 17% nel 2028). La Federazione Italiana Tabaccai ha confermato che le modifiche tariffarie entreranno in vigore dal 16 gennaio 2026.

Le richieste di medici ed associazioni

Se l’aumento effettivo è inferiore alle ipotesi iniziali, da tempo medici e associazioni chiedono rincari molto più drastici per coprire i costi sanitari e ambientali del fumo, rilanciando anche l’idea di una “sin tax” (tassa sul vizio) più ampia, estesa ad altri prodotti nocivi. Anche a livello europeo si discute di una direttiva che possa spingere verso aumenti più decisi. (Il Fatto Quotidiano)

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