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29 Marzo 2026
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Raid su Teheran, colpiti i vertici militari. Washington Post: “Il Pentagono si prepara a operazioni di terra”

L'escalation militare raggiunge livelli senza precedenti dopo la massiccia ondata di attacchi israelo-americani sulla capitale e sui nodi strategici del Golfo Persico.

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Le prime ore della domenica della Palme sono state segnate da una serie di violente deflagrazioni che hanno scosso la parte settentrionale di Teheran. Secondo testimonianze dirette raccolte sul campo, due potenti esplosioni hanno illuminato il cielo della capitale mentre i sistemi di difesa aerea erano in piena funzione nel tentativo di intercettare i vettori in arrivo. Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno confermato ufficialmente l’operazione, dichiarando di aver preso di mira infrastrutture critiche del regime. Tra gli obiettivi figurano impianti di produzione e stoccaggio di missili balistici, postazioni di osservazione e sistemi di difesa aerea. In un post su X, il comando israeliano ha specificato che l’offensiva ha smantellato diversi centri di comando temporanei, neutralizzando anche alcuni comandanti che operavano all’interno dei quartieri generali.

Attacco alla città portuale di Bandar Pol: vittime civili e militari

Parallelamente ai raid sulla capitale, l’asse israelo-americano ha colpito duramente la provincia di Hormozgan, puntando strategicamente verso lo Stretto di Hormuz, arteria vitale per il commercio energetico globale. L’attacco alla città portuale di Bandar Pol ha causato un bilancio tragico: secondo quanto riferito dal governatore provinciale, “Cinque persone sono rimaste uccise e altre quattro ferite nell’attacco israelo-americano alla città portuale di Bandar Pol, nella provincia di Hormozgan, sul Golfo Persico, avvenuto oggi”. I media statali iraniani confermano che l’area portuale, situata in una posizione geografica sensibilissima, è stata bersagliata da una fitta pioggia di missili che ne hanno compromesso la funzionalità logistica.

Verso l’operazione di terra: le indiscrezioni del Washington Post

Lo scenario internazionale si aggrava ulteriormente con le ultime rivelazioni della stampa statunitense. Secondo quanto riportato dal Washington Post, il Pentagono non starebbe più limitando la propria strategia alla sola rappresaglia aerea, ma starebbe già preparando piani dettagliati per settimane di operazioni di terra in territorio iraniano. Questo passaggio segnerebbe un punto di non ritorno nel conflitto, trasformando lo scontro a distanza in una guerra d’attrito su larga scala. La mobilitazione delle forze americane e il coordinamento con l’Idf suggeriscono la volontà di neutralizzare definitivamente la capacità di risposta di Teheran, mentre la comunità internazionale osserva con estrema preoccupazione il rischio di una deflagrazione regionale totale.

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