Nuovo episodio di tensione nel sud del Libano, dove nel pomeriggio di oggi un razzo ha centrato la base di Shama, sede del contingente italiano e del settore Ovest della missione Unifil. Secondo le prime informazioni disponibili, non si registrano feriti tra i militari italiani presenti nella struttura. I danni rilevati sarebbero al momento contenuti e riguarderebbero alcune infrastrutture della base.
Origine del razzo ancora da chiarire
Resta invece ancora in fase di accertamento la provenienza del razzo che ha colpito l’installazione militare. L’episodio si inserisce in un quadro già fortemente instabile lungo il confine meridionale libanese, in un’area dove nelle ultime settimane la pressione militare e il livello di allerta sono rimasti molto elevati.
Crosetto in contatto con i vertici della Difesa
Dopo l’accaduto, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha seguito direttamente l’evolversi della situazione, mantenendo contatti con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, con il Comandante del Covi e con il comandante del contingente italiano impegnato nell’area. L’obiettivo è stato quello di ricevere aggiornamenti costanti sia sulle condizioni del personale sia sul quadro operativo successivo all’impatto.
Un episodio che riaccende l’allerta sulla missione
L’episodio riporta nuovamente l’attenzione sui rischi che interessano la missione Unifil, impegnata in una delle aree più sensibili del Medio Oriente. La base di Shama rappresenta uno dei punti strategici della presenza italiana nel Paese e il fatto che non ci siano stati feriti viene letto, al momento, come l’elemento più rilevante di una vicenda che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi.
Attesi ulteriori aggiornamenti
Nelle prossime ore potrebbero emergere ulteriori elementi utili a chiarire la dinamica dell’accaduto e il contesto in cui è maturato l’impatto sulla base italiana. Al momento, però, il dato confermato resta quello dell’assenza di feriti tra i militari italiani e della presenza di soli danni lievi alle strutture.









