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4 Marzo 2026
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Referendum Giustizia, Mantovano scuote i cattolici: “Voteranno Sì alla riforma per dottrina sociale”

Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio difende il progetto Nordio-Meloni e attacca il Csm: "Alta Corte e sorteggio necessari contro impunità e sciatteria".

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Il dibattito sulla riforma costituzionale della giustizia si sposta dal piano puramente giuridico a quello etico e confessionale. Partecipando a Roma a un convegno promosso dalla rete dei “Comitati civici per un giusto sì”, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha lanciato un guanto di sfida politico-identitario che sta già facendo discutere.

L’ex magistrato, considerato il principale punto di equilibrio tra il Quirinale e l’esecutivo, ha dichiarato senza mezzi termini: “I cattolici voteranno Sì alla riforma perché puntano alla realizzazione di una giustizia coerente con i principi della dottrina sociale della Chiesa”. Un’affermazione che ha incassato gli applausi della platea del Pio Sodalizio dei Piceni, ma che ha sollevato un’ondata di perplessità tra molti credenti, contrari a essere “tirati per la giacchetta” o a vedere un nesso diretto tra fede e architettura costituzionale.

Dossier Csm: “Basta premi alla sciatteria

L’attacco di Mantovano non si è limitato alla sfera valoriale, ma è entrato nel merito della gestione del Consiglio Superiore della Magistratura. Con un plico contenente le valutazioni del plenum dal 2016 al 2024, il Sottosegretario ha ironizzato: “Porto alcuni esempi, perché è Quaresima ma anche il patimento deve avere un limite“.

I casi citati per giustificare l’introduzione dell’Alta Corte disciplinare sono stati chirurgici: Detenzioni ingiustificate: Un giudice valutato positivamente nonostante un imputato sia rimasto in carcere 322 giorni oltre il dovuto. “Sarà unico per lui, ma per l’imputato è la vita” ha incalzato Mantovano. Ritardi record: Una magistrata promossa nonostante ritardi nel deposito di sentenze monocratiche che andavano dai 736 ai 1388 giorni.

Secondo il Sottosegretario, l’attuale sistema premia la negligenza: “Se queste sono le performance dell’attuale Csm, dell’attuale sezione disciplinare, con l’Alta Corte non si può che migliorare. L’Alta Corte disciplinare servirà a sanzionare i magistrati negligenti, distratti, sciatti che non hanno in nessuna considerazione neanche i fondamentali della deontologia”.

Alta Corte e Sorteggio: la sfida alle correnti

Il cuore della riforma “targa Nordio-Meloni” resta l’abbattimento del potere associativo interno alla magistratura. Mantovano ha difeso con vigore sia il sorteggio dei membri del Csm che l’istituzione dell’Alta Corte, organi che, a suo dire, “ridurranno non solo il peso delle correnti nel Consiglio superiore della magistratura, ma anche quest’area di impunità e di premio per la sciatteria“.

Il sorteggio, in particolare, viene descritto come lo strumento più temuto dal sistema attuale: “Il sorteggio è osteggiato perché rende più difficile l’organizzazione in correnti. Mentre la ripartizione che c’è stata sino ad ora è uno dei guai della magistratura italiana“. Nonostante l’invito alla “continenza” e al rispetto istituzionale rivolto recentemente dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la linea dell’esecutivo resta quella dello scontro frontale con lo status quo delle toghe.

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