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3 Aprile 2026
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Rogo di Capodanno a Crans-Montana, in stato di fermo titolare del Constellation

Sei ore e mezza di interrogatorio, rischio fuga e svolta dell’inchiesta: Moretti fermato, la moglie verso i domiciliari. L’Italia apre un fascicolo parallelo

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Dopo oltre sei ore e mezza di interrogatorio, Jacques Moretti, imprenditore francese e titolare del disco bar Constellation di Crans-Montana, ha lasciato la Procura di Sion a bordo di un’auto della polizia cantonale del Vallese. Per lui, indagato insieme alla moglie Jessica Maric per omicidio, lesioni e incendio in relazione al rogo di Capodanno costato la vita a 40 persone, la Procuratrice generale Béatrice Pilloud ha chiesto l’arresto. Al momento Moretti si trova in stato di fermo.

Il rischio di fuga

Al termine dell’“audizione”, come la definiscono i magistrati svizzeri, la procuratrice ha motivato la richiesta:“Considerate le sue dichiarazioni, il suo percorso di vita e la sua situazione in Svizzera e all’estero, il pericolo di fuga è concreto”.

La posizione della moglie

Dall’ingresso principale del palazzo giudiziario è uscita in lacrime Jessica Maric, scortata dalla polizia e dal suo pool difensivo – gli avvocati ginevrini Yael Hayat, Nicola Meier e Patrick Michod. Per lei la Procura ha chiesto arresti domiciliari e braccialetto elettronico come misure “sostitutive” per limitare il rischio di fuga, provvedimenti che dovranno essere confermati entro 48 ore dal Tribunale.Allontanandosi, Maric ha affidato poche parole ai cronisti:“I miei pensieri vanno alle vittime e a chi oggi lotta tra la vita e la morte. È una tragedia inimmaginabile, non avrei mai potuto pensare che potesse accadere nel nostro locale. Chiedo scusa”.

Difesa collaborativa

A raccontare l’epilogo è stato l’avvocato Patrick Michod:“Il procuratore generale ha chiesto a Moretti una serie di garanzie. Le ha proposte e il mio cliente le ha immediatamente accettate. Entro 48 ore le depositerò al tribunale competente”.Una linea che segnala collaborazione, pur a fronte di una misura cautelare severa, e l’intenzione di orientare il giudice verso soluzioni meno afflittive.

Le famiglie e il cambio di passo

Nel giorno del lutto nazionale, la magistratura vallesana ha impresso un’accelerazione, anche alla luce delle istanze avanzate dagli avvocati Sébastien Fanti e Roman Jordan, che rappresentano alcune famiglie delle vittime e hanno partecipato all’interrogatorio.

Jordan spiega:“Riferirò alle famiglie ciò che si è svolto oggi. Hanno bisogno di risposte e di sentire che il procedimento va avanti”,precisando di non poter commentare i contenuti per le restrizioni imposte dalla Procura.

L’inchiesta italiana

Parallelamente, si muove anche l’inchiesta italiana, aperta dalla Procura di Roma per omicidio colposo plurimo, incendio e lesioni. Le autopsie, non svolte in Svizzera, sono state delegate alle procure di Milano, Bologna e Genova, in base alle città di residenza delle giovani vittime.

Disposta la riesumazione della salma del 16enne Giovanni Tamburi a Bologna; a Milano gli esami sui corpi dei 16enni Chiara Costanzo e Achille Barosi; a Genova l’autopsia su Emanuele Galeppini, 16 anni, campione di golf.

Accuse più pesanti

L’avvocato Alessandro Vaccaro, legale della famiglia Galeppini, annuncia un incontro con la Procura di Sion per chiedere di estendere le imputazioni:“Quando gestisci un locale frequentato da minori, superi la capienza, usi candele bengala e non garantisci uscite di sicurezza, accetti il rischio del disastro. Questo è dolo eventuale”.

E aggiunge:“Non è colpa, ma dolo. Parliamo di omicidio volontario, con pene diverse. Il primo responsabile è il titolare, ma anche le autorità che non hanno controllato”.

Le famiglie italiane delle vittime e dei feriti si stanno coordinando per una rappresentanza unitaria in Svizzera. L’obiettivo dichiarato:“Verità e giustizia per i nostri figli”.

*ANSA

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