Piazza di Spagna si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto: l’orchestra suona, le voci si alzano e “Con te partirò” di Andrea Bocelli risuona tra i gradini più iconici della Capitale. È qui che prende vita la registrazione dello spot “Tutti cantano Sanremo”, campagna Rai dedicata al 76° Festival di Sanremo, in programma dal 24 al 28 febbraio. A guidare il coro improvvisato c’è Carlo Conti, direttore artistico e mattatore assoluto: canta, dirige l’orchestra, scherza con i passanti, si concede ai selfie e perfino alla batteria, sotto lo sguardo divertito dei musicisti. Con lui bambini, ragazzi, cittadini romani e turisti arrivati da ogni parte del mondo, dalla Germania al Giappone.
Conti: “Oggi siamo qui per cantare”
Qualche cronista prova a strappargli un’anticipazione sul Festival, ma Conti resta fermo: “Niente annunci oggi, siamo qui per girare lo spot nel cuore di Roma. Oggi siamo qui per cantare”. E sulla capacità dei romani di affrontare Bocelli, scherza: “Vedremo, al limite opteremo per ‘Roma non fa la stupida stasera’”.
I fogli con i testi e l’entusiasmo della piazza
A distribuire i testi delle canzoni c’è la consigliera Rai Simona Agnes: non solo “Con te partirò”, ma anche “Nel blu dipinto di blu” e “Volevo essere un duro”. La piazza risponde con entusiasmo, trasformando lo spot in una vera festa popolare.
Di Liberatore stoppa i rumors
Presente anche Williams Di Liberatore, direttore dell’Intrattenimento Prime Time Rai, che mette fine alle indiscrezioni su presunti commissariamenti o affiancamenti:
“Dal mio punto di vista aziendale è fantasia”. E chiarisce i ruoli: “Collaboriamo nel rispetto delle competenze. Il Festival di Sanremo, come insegna la storia, è appannaggio dell’Intrattenimento Prime Time”.
Sanremo patrimonio nazionale
Sulla possibile concorrenza con altri programmi, come La Ruota della Fortuna, Di Liberatore è netto: “Sanremo è il festival degli italiani, fa parte del nostro patrimonio. Chi non lo protegge non protegge la nostra storia”.
Ascolti e incognite post-Olimpiadi
Quanto agli ascolti, il direttore non nasconde le incognite: “Carlo Conti si misurerà con se stesso e con i record dello scorso anno. È un festival che arriva dopo le Olimpiadi e a fine febbraio: la platea cambia”.
Ma senza alibi: “Parliamo comunque di dati altissimi. Carlo sta facendo un ottimo lavoro: un festival equilibrato, ricco e basato sul ritorno delle belle canzoni”.
* Foto ANSA








