Gli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice) sosterranno le operazioni di sicurezza degli Stati Uniti in occasione dei Giochi Olimpici Invernali in Italia. Lo ha confermato un portavoce dell’agenzia all’Afp, precisando i termini della collaborazione internazionale. “Durante le Olimpiadi, l’Ice Homeland Security Investigations fornirà supporto al Servizio di Sicurezza Diplomatica del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e alla nazione ospitante per verificare e mitigare i rischi derivanti dalle organizzazioni criminali transnazionali”, recita la nota ufficiale dell’agenzia.
Sovranità italiana e limiti operativi
Nonostante la partecipazione straniera, l’Ice chiarisce i confini dell’intervento per evitare fraintendimenti diplomatici. Il portavoce ha specificato che “tutte le operazioni di sicurezza rimangono sotto l’autorità italiana” e ha ribadito un punto fermo: “ovviamente, l’Ice non conduce operazioni di controllo dell’immigrazione in paesi stranieri”. Il personale americano affiancherà dunque le autorità locali e il Dipartimento di Stato USA esclusivamente per la protezione della delegazione e degli interessi statunitensi durante l’evento olimpico.
La durissima reazione di Giuseppe Sala
L’annuncio ha scatenato la reazione immediata del sindaco di Milano, Giuseppe Sala ha espresso una condanna senza appello, puntando il dito contro il ministro dell’Interno. “Io da italiano prima ancora che da cittadino milanese non mi sento tutelato da Piantedosi, che dice che se anche dovessero venire che problema c’è”, ha esordito il primo cittadino.
Sala ha poi alzato i toni, descrivendo l’Ice come una minaccia ai valori democratici: “Questa è una milizia che uccide. È una milizia che entra nelle case della gente firmandosi il permesso, è chiaro che non sono i benvenuti a Milano”. Il sindaco ha concluso con un appello politico volto a respingere l’influenza di Washington: “Io mi chiedo, noi potremo dire per una volta un no a Trump? Gli agenti dell’Ice non devono venire in Italia perché non sono allineati al nostro modo democratico di garantire la sicurezza”.








