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25 Maggio 2026
25 Maggio 2026
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Specializzandi sotto pressione, segnalazione all’Ordine dei medici: “Comportamenti non conformi al codice deontologico”

Specializzandi sotto pressione, segnalazione all’Ordine dei medici di Verona: “Comportamenti non conformi al codice deontologico”

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Una formale segnalazione per presunto comportamento non conforme al codice deontologico è stata presentata all’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Verona, e per conoscenza alla Federazione nazionale degli Ordini, nei confronti del dottor professor Riccardo Nocini, medico otorinolaringoiatra e docente universitario. A firmare l’atto è il dottor Massimo Minerva, presidente dell’associazione Als-Fattore 2a Ets, che rappresenta i medici in formazione specialistica. La segnalazione, protocollata e corredata da riferimenti normativi, chiede all’Ordine di valutare l’apertura di un procedimento disciplinare, ai sensi del Codice di deontologia medica e del D.P.R. 221/1950.

Il messaggio WhatsApp oggetto della segnalazione

Secondo quanto riportato nell’atto, il fulcro della vicenda sarebbe un messaggio inviato tramite WhatsApp in data 10 settembre, all’interno di un gruppo composto da medici specializzandi della Scuola di Otorinolaringoiatria dell’Università di Verona.
Il testo, riportato integralmente nella segnalazione, recita: “È una cosa gravissima e ne pagherete tutti finché rimarrò a Verona. Da domani con me in sala non darete più nemmeno i punti di cute.”

Per l’associazione segnalante, tali parole apparirebbero configurabili, per forma e contenuto, come una ritorsione collettiva o una pressione indebita, potenzialmente idonea a incidere sul percorso formativo degli specializzandi.

Il contesto: formazione, subordinazione e attività obbligatorie

Nella segnalazione si sottolinea come il rapporto tra tutor/docente e medico in formazione sia strutturalmente asimmetrico, con una posizione di subordinazione formativa dello specializzando. Proprio per questo – si legge – eventuali limitazioni preannunciate dell’attività in sala operatoria assumerebbero una particolare rilevanza deontologica.

L’atto richiama inoltre il D.Lgs. 368/1999 e il D.I. 402/2017, che disciplinano volumi assistenziali, attività pratiche e requisiti obbligatori per il conseguimento del titolo di specializzazione. Secondo i segnalanti, il contenuto del messaggio potrebbe risultare incompatibile con tali obblighi.

Il riferimento al codice deontologico

Nel documento vengono citati, tra gli altri: l’art. 7 del Codice di deontologia medica: “In nessun caso il medico abusa del proprio status professionale”; l’art. 58, relativo ai rapporti tra colleghi, fondati su rispetto, civiltà e assenza di comportamenti intimidatori. La segnalazione non formula accuse penali, ma si limita a chiedere una valutazione disciplinare, rimettendo ogni accertamento all’autonomia dell’Ordine professionale.

Una vicenda già emersa sulla stampa nazionale

La stessa comunicazione ricorda che la vicenda sarebbe stata ripresa anche da organi di stampa nazionali, elemento che – secondo l’associazione – rafforzerebbe l’esigenza di un chiarimento istituzionale a tutela dei medici in formazione e della credibilità del sistema universitario e ordinistico. La conclusione dell’atto è netta sul piano formale: non una condanna, ma la richiesta che l’Ordine valuti se sussistano i presupposti per l’apertura di un procedimento disciplinare, nel rispetto delle garanzie difensive e delle procedure previste dalla legge.

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