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23 Marzo 2026
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“Stop attacchi contro rete energia per 5 giorni”. Effetto Trump sulle Borse europee. Slancio a Milano, lo spread scende a 84 punti

Piazza Affari e i listini continentali invertono la rotta dopo l'annuncio del rinvio delle tensioni Usa-Iran. Crolla il prezzo del petrolio, mentre i beni rifugio come l'oro toccano nuovi record.

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Una vera e propria giravolta finanziaria. Le Borse europee hanno invertito bruscamente la rotta dopo l’apertura in rosso, trainate dalle dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump. Attraverso la piattaforma Truth, Trump ha annunciato il rinvio delle azioni militari contro l’Iran a seguito di colloqui definiti “molto buoni e produttivi degli ultimi due giorni”.

L’allentamento delle tensioni geopolitiche ha ridato immediatamente fiducia agli investitori. Lo Stoxx 600 ha virato in territorio positivo guadagnando l’1%, spinto soprattutto dai comparti tecnologico e industriale. Tra le singole piazze del Vecchio Continente si registra il balzo di Francoforte (+3,3%), seguita da Parigi (+2,62%) e da una brillante Milano, dove il Ftse Mib guadagna il 2,45% portandosi a quota 43.675 punti.

Alleviata la pressione sui titoli di Stato e scende lo spread

Il cambio di scenario internazionale ha avuto un impatto immediato e benefico anche sul mercato obbligazionario secondario, allentando la tensione sui titoli di stato dei paesi periferici.

In mattinata, il differenziale di rendimento tra Btp e Bund decennali aveva toccato un picco preoccupante a quota 104,5 punti base, aggiornando i massimi dallo scorso maggio. Con il rasserenarsi del quadro estero, lo spread è scivolato rapidamente fino a 84 punti base, con il rendimento del decennale italiano che si è attestato al 3,8%.

Petrolio in forte calo e corsa ai beni rifugio

L’improvviso stop ai venti di guerra ha sgonfiato la bolla speculativa sulle materie prime energetiche, che in mattinata avevano subito forti rincari sulle piazze asiatiche e occidentali. Il petrolio ha innestato la retromarcia: il Wti scivola a 90 dollari al barile (-8,7%) dopo aver toccato un massimo intraday di 100,68 dollari. Dinamica identica per il Brent, che ripiega a 104,5 dollari (-7%) rispetto ai picchi mattutini che avevano superato i 113 dollari.

Contemporaneamente, si nota una ricerca di protezione da parte dei mercati sui beni rifugio tradizionali. L’oro ha aggiornato i suoi valori salendo a 4.389 dollari l’oncia (+2,65%), mentre l’argento ha registrato una forte accelerazione portandosi a 67,6 dollari (+5,5%).

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