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4 Marzo 2026
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Terremoto al Garante della Privacy: perquisizioni della Guardia di Finanza. Indagato l’intero Collegio

Blitz delle Fiamme Gialle negli uffici dell'Autorità su ordine della Procura di Roma. Il presidente Stanzione e i componenti del board sono accusati di peculato e corruzione

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Un’onda d’urto giudiziaria travolge i vertici del Garante per la protezione dei dati personali. Sin dalle prime ore di oggi, la Guardia di Finanza sta conducendo una serie di perquisizioni presso la sede dell’Autorità nell’ambito di un’indagine coordinata dal procuratore aggiunto di Roma, Giuseppe De Falco. Sotto la lente degli inquirenti è finito l’intero board di comando: risultano infatti indagati il presidente Pasquale Stanzione e i membri del collegio Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia e Guido Scorza.

Le ipotesi di reato formulate dalla magistratura capitolina sono pesantissime: peculato e corruzione. Durante le operazioni, i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno proceduto al sequestro e all’acquisizione di materiale informatico, tra cui computer e telefoni cellulari degli indagati.

L’ombra di Report: spese di rappresentanza e il caso Meta

Il fascicolo d’indagine trae origine da alcune inchieste giornalistiche della trasmissione Report, che avevano sollevato dubbi sulla trasparenza di alcune procedure sanzionatorie e sulla gestione dei fondi interni. A darne conferma è lo stesso conduttore del programma, Sigfrido Ranucci, che tramite il proprio profilo Facebook ha commentato l’intervento della Guardia di Finanza.

”Ispezione e interrogatori della Guardia di Finanza negli uffici del Garante della Privacy”, scrive Ranucci, spiegando che l’inchiesta si focalizzerebbe su due filoni principali: ”le spese di rappresentanza del Collegio e la mancata sanzione nei confronti di Meta per il primo modello di smart glasses commercializzato dalla società di Mark Zuckerberg: i Ray-Ban stories”. Secondo le tesi giornalistiche ora al vaglio degli inquirenti, la gestione della sanzione mancata al colosso americano e l’utilizzo dei rimborsi spese avrebbero profili di opacità.

La reazione politica: il Movimento 5 Stelle chiede le dimissioni

La notizia ha innescato una durissima reazione politica. Gli esponenti del Movimento 5 Stelle in commissione di vigilanza Rai, Dario Carotenuto, Dolores Bevilacqua, Anna Laura Orrico e Gaetano Amato, hanno diffuso una nota congiunta invocando il passo indietro immediato dei vertici dell’Autorità.

“Le perquisizioni e i sequestri negli uffici del Garante per la Privacy rappresentano l’ennesimo colpo durissimo alla credibilità dell’istituzione. Spese di rappresentanza e la mancata sanzione a Meta per i Ray-Ban Stories sono al centro di un’inchiesta che è solo uno degli elementi che da mesi mette in discussione scelte e comportamenti del Collegio”, si legge nel comunicato dei parlamentari. Il M5S definisce la permanenza di Stanzione e degli altri membri come un atto di “grave irresponsabilità” che esporrebbe l’istituzione al “pubblico ludibrio”. La richiesta è netta: “Per questo ribadiamo una richiesta di semplice igiene istituzionale: l’intero Collegio si dimetta. Subito”.

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