17 Agosto 2026
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Terremoto nella Lega, Fontana avverte Salvini: “C’è un problema, dobbiamo trovare una via d’uscita”

Il governatore lombardo ammette le difficoltà del partito nel Nord e chiede una nuova riflessione politica: "Siamo passati dal 34 al 5%"

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Il malessere interno alla Lega torna a emergere con forza e a farlo è uno dei suoi esponenti più importanti. Il governatore della Lombardia Attilio Fontana chiede una riflessione sul futuro del partito e non esclude nemmeno l’ipotesi di un cambio ai vertici.

In un’intervista al Corriere della Sera, Fontana parla apertamente della situazione attraversata dalla Lega, sottolineando il calo del consenso soprattutto nel Nord e la necessità di individuare una nuova direzione politica. Il passaggio più significativo riguarda il futuro del segretario Matteo Salvini. Alla domanda su un possibile passo indietro, Fontana risponde senza chiudere la porta: “Nessuna soluzione va esclusa a priori. La Lega non teme il rinnovamento”.

Fontana: “Nel partito c’è malessere”

Il governatore lombardo parte dal confronto con amministratori e militanti del territorio, sostenendo che il disagio interno non possa più essere ignorato. “Succede che i nostri militanti, non solo in Lombardia ma in tutto il Nord, ascoltano i cittadini e segnalano un malessere”, spiega Fontana.

Il tema, secondo l’esponente leghista, sarebbe stato affrontato anche nel direttivo guidato dal segretario regionale lombardo Massimiliano Romeo, dando voce alle richieste provenienti dagli amministratori e dalla base. Fontana individua quindi un dato politico che, a suo giudizio, impone una riflessione: “Siamo passati dal 34 al 5 per cento dei voti”. Un crollo del consenso che, secondo il governatore, non può essere considerato un episodio marginale.

“Il problema c’è, bisogna trovare una via d’uscita”

Per Fontana la Lega deve affrontare il momento di difficoltà senza rimuovere le criticità. “Il problema c’è, e quindi è opportuno lavorare per trovare una via d’uscita”, afferma, aggiungendo che arrivare a una soluzione sarebbe utile “non soltanto per la Lega, ma per tutto il centrodestra”.

La riflessione non riguarda quindi esclusivamente gli equilibri interni al partito, ma anche il ruolo che la formazione politica può continuare ad avere all’interno della coalizione di governo. Il governatore lombardo chiede una revisione dell’impostazione politica della Lega, partendo da una valorizzazione delle realtà territoriali.

Il futuro della Lega passa dagli amministratori locali

Una delle proposte indicate da Fontana riguarda proprio il patrimonio rappresentato dagli amministratori locali. “Il nostro primo capitale sono i tanti amministratori locali”, sottolinea il governatore, riferendosi a chi ogni giorno si confronta direttamente con i problemi dei territori.

Secondo Fontana, questa rete potrebbe diventare il punto di partenza per costruire un nuovo spazio di confronto politico, più aperto e capace di discutere le principali questioni che riguardano il Paese. L’idea è quella di una “associazione larga e aperta”, nella quale affrontare temi che vanno dalla modernizzazione dello Stato alle politiche territoriali.

Autonomia e federalismo restano centrali

Tra i temi indicati dal governatore c’è anche quello dell’autonomia. Fontana ribadisce di essere favorevole a un percorso che porti verso una maggiore valorizzazione delle amministrazioni locali e rilancia il federalismo come uno degli elementi identitari sui quali la Lega dovrebbe continuare a investire.

“Mi riferisco a una pluralità di persone che stanno lavorando per proporre un nuovo luogo di dibattito”, spiega. L’obiettivo, nelle intenzioni illustrate da Fontana, sarebbe quello di rafforzare il rapporto tra politica e territori, dando maggiore spazio a chi amministra quotidianamente e conosce direttamente le esigenze delle comunità.

Dalla politica industriale ai diritti civili

Il ragionamento del governatore non si limita però alle questioni istituzionali. Fontana sottolinea il ruolo degli amministratori anche nel rapporto con il mondo economico e produttivo. Chi opera sui territori, sostiene, intercetta le richieste di lavoratori e imprese e può quindi contribuire a definire una politica industriale più aderente alle esigenze reali.

Nel nuovo dibattito interno alla Lega, secondo Fontana, dovrebbero trovare spazio anche i diritti civili. Una prospettiva che sembra indicare la volontà di ampliare il confronto politico del partito e di affrontare questioni che vanno oltre i tradizionali temi dell’autonomia e del federalismo.

Salvini resta al centro del confronto

È però il riferimento alla leadership di Matteo Salvini ad aver attirato maggiormente l’attenzione. Fontana non chiede esplicitamente le dimissioni del segretario, ma non considera nemmeno intoccabile l’attuale assetto. “Nessuna soluzione va esclusa a priori. La Lega non teme il rinnovamento”, afferma il governatore lombardo.

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