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12 Giugno 2026
12 Giugno 2026
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Traffico di droga e mafia, arrestato il neomelodico Niko Pandetta: “Gestiva affari dal carcere con i clan”

Tra gli arrestati dell’operazione antidroga “Abisso” c’è anche il cantante neomelodico Niko Pandetta, nipote del boss Turi Cappello. Secondo la Dda di Catania avrebbe fatto da intermediario tra clan mafiosi e trafficanti di cocaina

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C’è anche il cantante neomelodico Vincenzo “Niko” Pandetta tra i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Catania nell’ambito dell’operazione “Abisso”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia.

Pandetta, 35 anni, nipote dello storico boss catanese Salvatore “Turi” Cappello, è accusato di avere avuto un ruolo in un traffico di droga aggravato dall’agevolazione mafiosa dei clan Cappello-Bonaccorsi di Catania e della cosca di Santa Panagia a Siracusa.

“Faceva da intermediario anche dal carcere”

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il cantante avrebbe continuato a gestire rapporti criminali anche durante la detenzione.

Per la Dda, Pandetta avrebbe fatto da intermediario negli affari di droga tramite un altro detenuto, mantenendo i contatti tra esponenti dei clan catanesi e la cosca siracusana.

Agli atti dell’inchiesta ci sarebbero diverse videochiamate intercettate tra il neomelodico e uomini legati al clan Cappello-Bonaccorsi.

Il carico di 2mila chili di cocaina e i 30 milioni persi

Tra gli episodi finiti nell’inchiesta c’è anche il racconto di un gigantesco carico di cocaina recuperato dalla Guardia di Finanza davanti alle coste catanesi.

Secondo quanto emerge dalle intercettazioni, uno degli arrestati, Antonio Vasta, avrebbe parlato con Pandetta della perdita di circa 2mila chilogrammi di cocaina destinati a presunti “amici calabresi”.

Nelle conversazioni intercettate, Vasta si sarebbe disperato per il mancato guadagno di circa 30 milioni di euro.

Chi è Niko Pandetta: dal successo neomelodico ai processi

Niko Pandetta è noto nel panorama della musica neomelodica ed è autore, tra gli altri, dell’album “Malavita”.

Negli ultimi anni il suo nome è finito più volte al centro delle cronache giudiziarie.

Attualmente sta scontando una condanna definitiva a quattro anni e cinque mesi per spaccio di droga ed evasione. Era stato arrestato nell’ottobre del 2024 a Milano dopo la decisione della Cassazione che aveva reso definitiva la sentenza.

Il cantante risulta inoltre indagato anche nell’inchiesta della Dda di Palermo sul traffico di cellulari e droga nel carcere Pagliarelli.

Il video mostrato al concerto di Baby Gang

Il nome di Pandetta era tornato al centro delle polemiche anche nella notte tra l’1 e il 2 maggio 2025, quando durante un concerto del trapper Baby Gang alla Plaia di Catania venne proiettato un video del cantante detenuto.

L’episodio aveva provocato forti reazioni politiche e investigative.

Dopo quella vicenda, nel carcere calabrese dove Pandetta era detenuto vennero eseguite perquisizioni che portarono al ritrovamento di telefoni cellulari da parte della polizia penitenziaria.

L’inchiesta della Dda sui rapporti tra musica e clan

L’operazione “Abisso” riaccende ora i riflettori sul rapporto tra ambienti della musica neomelodica e criminalità organizzata.

Per gli investigatori, dietro il traffico di droga contestato agli arrestati ci sarebbe una rete strutturata capace di collegare clan mafiosi siciliani, traffici internazionali di cocaina e gestione degli affari anche dal carcere.

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