Donald Trump torna a scontrarsi con Volodymyr Zelensky e invoca un cambio al vertice dell’Ucraina. Parlando con i giornalisti alla Casa Bianca il 10 ottobre, il presidente degli Stati Uniti ha sostenuto che Kiev dovrebbe affidarsi a una nuova leadership, capace di raggiungere un accordo con la Russia per porre fine alla guerra. “Suggerisco che trovino un nuovo leader in grado di raggiungere un accordo”, ha dichiarato Trump, accusando il presidente ucraino di non aver colto le occasioni per arrivare a un’intesa. “Per qualche motivo non lo fa mai”, ha aggiunto, secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa internazionali.
Trump: “La guerra non sarebbe iniziata se fossi stato presidente”
Nel suo intervento, il capo della Casa Bianca ha contestato anche le scelte compiute da Kiev dall’inizio del conflitto nel 2022. Trump ha sostenuto che, se fosse stato alla guida degli Stati Uniti in quel momento, la guerra tra Russia e Ucraina non sarebbe scoppiata. “Non c’era alcun motivo per cui la guerra tra Ucraina e Russia dovesse iniziare. È iniziata per incompetenza”, ha affermato, attribuendo a Zelensky la responsabilità di non aver raggiunto un accordo nonostante le opportunità che, secondo la sua ricostruzione, si sarebbero presentate nel corso del conflitto.
Trump ha inoltre citato le perdite territoriali e umane legate alla guerra per sostenere la necessità di un cambiamento alla guida del Paese. Le cifre richiamate dal presidente americano sono sue dichiarazioni e non vanno confuse con stime indipendenti: secondo l’Associated Press, circa il 20% del territorio ucraino risulta sotto controllo russo, mentre non esistono stime recenti affidabili sul numero complessivo degli ucraini morti nel conflitto.
Il nodo delle raffinerie russe e del diesel
Un altro terreno dello scontro riguarda gli attacchi ucraini alle infrastrutture energetiche russe. Trump ha criticato Zelensky per le operazioni contro le raffinerie, sostenendo che contribuiscano ad aggravare le difficoltà del mercato del carburante e a far aumentare i costi per agricoltori e imprese statunitensi. “Vuole creare problemi al mondo intero”, ha dichiarato il presidente americano, riferendosi alle conseguenze che, a suo giudizio, le azioni di Kiev avrebbero sul mercato del diesel.
Le critiche arrivano dopo l’annuncio di un accordo con il presidente russo Vladimir Putin per le forniture di diesel dalla Russia, presentato da Trump come una misura per contenere i prezzi dei carburanti negli Stati Uniti. La decisione ha suscitato forti reazioni in Ucraina e tra alcuni alleati europei, preoccupati per le possibili entrate aggiuntive destinate a Mosca.
Mosca applaude alle parole del presidente americano
Le dichiarazioni di Trump sono state accolte positivamente da Kirill Dmitriev, rappresentante speciale del presidente russo per gli investimenti e la cooperazione economica con l’estero. Secondo quanto riportato dall’agenzia russa Tass, Dmitriev ha definito significative e storiche le parole del presidente statunitense sulla necessità di una nuova leadership a Kiev. Il rappresentante russo ha sostenuto che l’Ucraina avrebbe bisogno di una guida maggiormente orientata alla pace, contrapponendo questa prospettiva alla linea attribuita a Zelensky. Si tratta della posizione espressa da un esponente russo, in un contesto nel quale Mosca e Kiev restano contrapposte sulle condizioni per porre fine al conflitto.
La Lega: “Un richiamo a Bruxelles per lavorare alla pace”
In Italia, le parole del presidente americano sono state riprese dalla Lega, che ha invitato le istituzioni europee a intensificare gli sforzi diplomatici. “Le parole del presidente americano Donald Trump suonano come un’ultima sveglia per i burocrati di Bruxelles: basta scelte ideologiche e autolesioniste, è il momento di impegnarsi concretamente per fermare la guerra e raggiungere una pace giusta e duratura”, ha dichiarato il partito. La Lega ha inoltre criticato le politiche energetiche europee, sostenendo che gli acquisti di prodotti energetici dalla Russia da parte di diversi Paesi rendano necessario un confronto più ampio sulle strategie adottate. “L’Europa torni a difendere i propri interessi e a essere protagonista della pace”, conclude la nota.














