Giornata cruciale per la guerra tra Russia e Ucraina. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è arrivato a Roma per una serie di incontri diplomatici ai massimi livelli: prima l’udienza con Papa Leone XIV, poi il vertice a Palazzo Chigi con la premier Giorgia Meloni.
“Mi fido di Giorgia sui negoziati di pace”, avrebbe dichiarato Zelensky, sottolineando il ruolo dell’Italia nei futuri equilibri diplomatici.
Il Papa: “Proseguire nel dialogo” per arrivare a una pace “giusta e duratura”
Nell’incontro in Vaticano, Papa Leone XIV ha ribadito la necessità di “proseguire nel dialogo” per arrivare a una pace “giusta e duratura”. Un messaggio rivolto tanto a Kiev quanto a Mosca, che continua ad accusare l’Europa e il Regno Unito di aver “sabotato gli accordi di pace”.
L’unione Europea serra le fila
Dopo i contatti avuti ieri da Zelensky con l’Unione Europea, Bruxelles conferma una linea di massimo sostegno.
“l’obiettivo è un’Ucraina forte, sul campo di battaglia e al tavolo dei negoziati”, hanno dichiarato i vertici comunitari, ribadendo che la sovranità e la sicurezza del Paese “devono essere garantite a lungo termine”.
Una posizione che arriva mentre la Russia accusa l’Ovest di voler sabotare ogni soluzione diplomatica.
Mosca attacca
Il Cremlino punta il dito contro Bruxelles e Londra, accusandole di voler impedire qualsiasi percorso negoziale.
Per Mosca, l’atteggiamento occidentale sarebbe la prova di un conflitto che si vuole prolungare per logorare la Russia, una narrativa già utilizzata più volte dalla diplomazia del Cremlino.
Trump: “L’Europa è debole e non sa quello che fa”
Anche l’ex presidente americano Donald Trump è tornato a commentare la situazione, definendo l’Europa “debole e indecisa”. Le sue parole arrivano mentre negli Stati Uniti è in corso un acceso dibattito sul ruolo americano negli aiuti militari a Kiev.
Uno scenario geopolitico in evoluzione
La giornata romana di Zelensky conferma quanto la diplomazia europea sia ancora al centro della gestione del conflitto. Italia, Vaticano e Bruxelles cercano una difficile sintesi tra aiuti militari, sostegno politico e tentativi di riaprire spiragli negoziali con Mosca.









