Gli anni vanno e vengono. A Pizzo, però, l’inquinamento del mare Tirreno resta immutato. Purtroppo, nonostante le denunce degli operatori turistici della zona e dei bagnanti, la situazione dell’ecosistema marino non cambia. A testimoniare la situazione stagnante sono le fotografie scattate negli ultimi due anni nelle località Marinella, Colamaio 1, Colamaio 2, contrada Difesa e alla foce del fiume Angitola.
Un mare che grida aiuto
La situazione è catastrofica. L’inquinamento del mare ha raggiunto livelli inimmaginabili. “Solo la Procura della Repubblica di Vibo Valentia – hanno sottolineato operatori turistici e residenti – può risolvere questo sfregio al mare. Bloccheremo la strada se continueremo ad avere questo schifo. Rischiamo la salute. Lo vogliamo capire che ci troviamo davanti a una catastrofe ambientale?”.
La vergogna alla foce dell’Angitola
La situazione più allarmante si registra alla foce del fiume Angitola, dove quello che abbiamo visto con i nostri occhi è indescrivibile. “Basta chiacchiere – hanno aggiunto gli operatori turistici e i residenti –. Occorrono provvedimenti giudiziari per i responsabili di questa catastrofe ambientale. Vorremmo sapere cosa viene scaricato nel fiume Angitola. L’Arpacal può fare le analisi dell’acqua e portarle in Procura della Repubblica al più presto possibile”.
Turismo in pericolo, economia a rischio
Se si va avanti in questo modo, i turisti sceglieranno altre località. Sulle spiagge di Pizzo si riversano ogni anno gli ospiti dei villaggi turistici: Tui, Garden, Porto Ada e Futura; degli alberghi e dei numerosi B&B della zona. Se il mare continuerà a essere così, c’è il serio rischio che possano chiudere, con gravi conseguenze per l’economia locale.
Le prove fotografiche del disastro
Le foto del 2024 e del 2025, scattate da noi, descrivono più delle parole il disastro ambientale che sta distruggendo il mare di Pizzo. E mentre la politica tace, la gente si ammala e il turismo agonizza, qualcuno dovrà assumersi la responsabilità di questo crimine ambientale.









