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5 Marzo 2026
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Occhiuto e Baldino punzecchiano la Lega e concordano su emergenza 106

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di Danilo Colacino – Tutti contro la Lega in Calabria? Piano con giudizi e valutazioni affrettate. Perché se un clima di contrapposizione, anche molto aspra, nei confronti del Carroccio è come ovvio fisiologica per un soggetto politico come il Movimento Cinque Stelle, lo è molto meno – o, meglio, per nulla – nel caso di Forza Italia. Storico alleato del partito salviniano, con una separazione durata solo sei anni degli ultimi 30 in virtù della ‘guerra’ di fine ’94 fra Berlusconi e Bossi archiviata però già agli inizi del Terzo Millennio. Poi, nei successivi due decenni e oltre, soltanto idilliaci confronti e un legame a filo doppio tra Azzurri e Verdi, sempre insieme alle elezioni nazionali al di là di qualche estemporanea schermaglia.

Il forzista Occhiuto e la pentastellata Baldino in disaccordo con la Lega

Curioso quanto accaduto ieri, quando il governatore Roberto Occhiuto – peraltro ex capogruppo a Montecitorio di Fi e fratello del neosenatore forzista Mario – e la deputata pentastellata rossanese Vittoria Baldino hanno trovato, in modo del tutto casuale e inconsapevole, un punto d’incontro nel discostarsi dagli intendimenti della Lega. Dove e quando? In diretta tv: il primo alle 11 di mattina mentre da un ‘suo ufficio’ è collegato con Sky a TG24 Agenda. La seconda invece circa 12 ore più tardi, allorché è ospite di Non è l’Arena su La7. Entrambi, infatti, danno risposte simili a domande fatte su due differenti proposte di legge e un megaprogetto promosse o (ri)preso in seria considerazione da esponenti di spicco del Carroccio.

Il riferimento è all’approvazione (‘disegno’ di cui è primo firmatario il parlamentare leghista lametino Domenico Furgiuele) di concedere un bonus di massimo 20mila euro alle coppie che optano per il matrimonio in chiesa; all’autonomia differenziata, che sta invece particolarmente a cuore al ministro degli Affari regionali della Lega Roberto Calderoli, e infine al vecchio argomento della realizzazione del ponte sullo Stretto, parecchio caro al capo sia di Furgiuele quanto di Calderoli ovvero il loro leader Matteo Salvini.

Occhiuto e Baldino convergenti su emergenza 106

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In merito ai propositi del Carroccio appena snocciolati, sebbene con toni e accenti assai diversi naturalmente, Occhiuto e Baldino hanno fatto presente ai giornalisti che li hanno ‘interrogati’ come in Calabria una delle maggiori urgenze sia la Statale 106. Da prendere in considerazione prima di varie altre emergenze, che pure non mancano. Anzi.

Caustica sul punto la rappresentante grillina che dalla rete di Cairo ha affermato: “Furgiuele, calabrese come me ed eletto nel mio Collegio (quello di Corigliano-Rossano dove il collega leghista l’ha tra l’altro superata di più o meno 3mila voti, ndr), sarebbe meglio si battesse in Parlamento e con il suo Governo per la 106”. Di gran lunga più soft Occhiuto, che ha spiegato: “Ho capito che il ponte è un pallino di Salvini (vicepremier e titolare del dicastero delle Infrastrutture, ndr), con cui mi sono sentito di recente. Ma gli ho chiesto di spendersi affinché nella prossima Legge di Bilancio sia prevista la copertura per la Ss Jonica, tristemente nota come la Strada della Morte”.

La sintesi del lungo intervento del governatore calabrese a Sky

Un Occhiuto a… tutto campo su Sky. Dove non le manda a dire alla Lega con cui di certo non polemizza. Ma non rinunciando a puntualizzare certi concetti. “Non ho pregiudizi sul federalismo. È chiaro, però, che deve evitare la dilatazione dei divari fra diverse realtà. Non acuirli. Su questo c’è comunque poco da discutere. Basta leggere la Costituzione. Si vedano, a riguardo, gli articoli 116, 117 e 119, in cui si parla di autonomia differenziata e di diritti civili e sociali così come di perequazione. Solo che la prima è una possibilità, i secondi sono dei doveri. E, come ho ribadito a Calderoli, vanno preferiti questi ultimi. I diritti, infatti, vanno garantiti sull’intero territorio nazionale, senza differenze se si vive a Crotone o a Brescia. Ecco – ha continuato – quali sono i capisaldi per la riforma del Titolo V. In tali condizioni, l’autonomia sarebbe un affare anche per la mia Calabria. Che ad esempio produce il 42% di energia da fonti rinnovabili mentre Lombardia e Veneto fra il 13 e il 16. Disponiamo, allora, di molto di più di quanto consumiamo. Ma paghiamo le bollette esattamente come gli altri (in ragione del cosiddetto centralismo, ndr).

Stessa cosa dicasi per un parco eolico offshore che un’azienda del settore vorrebbe realizzare qui da noi. Che però, senza federalismo, non porterebbe alcun beneficio ai cittadini dell’area da cui sarebbe accolto. E cosa aggiungere – ha concluso – relativamente agli oneri doganali del più grande porto d’Italia, quello di Gioia Tauro, che se venissero trattenuti in Calabria ci frutterebbero enormi risorse. Ingiusto poi il criterio della ‘spesa storica’, che non rispetta il criterio dei reali fabbisogni dei vari territori”. Nel prosieguo dell’intervista, lo stesso presidente ha toccato temi chiave quali il dibattito sulla realizzazione a Gioia del rigassificatore e della piastra del freddo, ma anche di un termovalorizzatore, e di Sanità.

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