Con un voto bipartisan nella plenaria del Parlamento europeo, l’Unione europea compie un passo politico importante verso l’adozione dell’euro digitale, una nuova forma di moneta elettronica pubblico-legale che potrebbe trasformare i pagamenti in tutta l’eurozona.
La battaglia politica è stata guidata da Pasquale Tridico, eurodeputato calabrese del Movimento 5 Stelle e già candidato alla presidenza della Regione Calabria per il campo progressista, che ha raccolto consensi su emendamenti considerati decisivi per superare lo stallo che aveva rallentato il dossier.
“Missione compiuta… togliamo ogni scusa e pretesto che finora ha bloccato il varo dell’euro digitale”, ha commentato Tridico dopo l’approvazione delle modifiche al rapporto annuale della Banca centrale europea.
Cos’è l’euro digitale e perché interessa l’Europa
L’euro digitale è un progetto della Banca centrale europea (BCE) per creare una valuta digitale di banca centrale (CBDC), cioè una forma elettronica di moneta pubblica destinata ad affiancarsi a contanti e depositi bancari tradizionali.
In pratica, si tratta di denaro digitale “legale” emesso dal sistema delle banche centrali dell’eurozona, che potrà essere usato quotidianamente per pagamenti sia online sia offline: nei negozi, sui siti web, o tramite app, con la garanzia della BCE invece che di operatori privati.
I sostenitori sottolineano che l’euro digitale potrebbe rafforzare la sovranità europea nei pagamenti, riducendo la dipendenza dai sistemi di carte e portafogli digitali extra-europei come Visa, Mastercard o Apple Pay, oggi dominanti nei pagamenti digitali in Europa. Inoltre offrire pagamenti più sicuri, inclusivi e a basso costo per cittadini e imprese e garantire che il denaro pubblico resti competitivo anche nell’era digitale, nonostante la crescente predominanza dei servizi privati.
Con emendamenti come quelli a prima firma Tridico, il Parlamento europeo ha affermato che lasciare la digitalizzazione dei pagamenti esclusivamente in mano ai privati non europei comporta rischi non solo economici ma anche di dipendenza strategica.
Le proposte di Tridico e il ruolo del Parlamento
Nel suo intervento ufficiale, Tridico ha insistito che i cambiamenti approvati non sono “astratti”, ma rispondono a esigenze concrete: “Fra i primi dieci sistemi di pagamento più utilizzati in Europa nessuno è europeo”, ha ricordato, evidenziando come questa dipendenza sia “fattore di instabilità” e generi costi occulti tra commissioni e raccolta dati.
Gli emendamenti approvati chiedono al Parlamento e alla Commissione di inserire nell’iter legislativo una versione di euro digitale utilizzabile sia online che offline, con livelli di protezione della privacy e accesso universale ai pagamenti per tutti i cittadini.
Tridico ha anche invitato il relatore del gruppo del Partito popolare europeo (PPE), attualmente titolare del regolamento sull’euro digitale, a riconoscere il voto e accelerare l’iter normativo per superare ogni ulteriore ritardo. Secondo l’eurodeputato calabrese, ulteriori rinvii sarebbero contrari agli interessi dell’Unione europea e dei suoi cittadini.
La prospettiva politica ed economica
Il voto di Strasburgo su questi emendamenti non ha effetto legislativo immediato, ma rappresenta una forte indicazione politica della volontà del Parlamento di sostenere il progetto. Solo dopo l’approvazione di un regolamento specifico, e una volta definito il quadro giuridico a livello europeo, la BCE potrà procedere alla possibile emissione.
Secondo la BCE e gli Stati membri, se il quadro normativo sarà adottato entro il 2026 e il Parlamento e il Consiglio troveranno un accordo, è possibile che venga avviata una fase di test già nel 2027, con una potenziale prima disponibilità dell’euro digitale nel 2029.
Un dibattito aperto su autonomia, privacy e inclusione
Oltre alle questioni tecniche, il dibattito pubblico e politico sull’euro digitale tocca anche temi più ampi come autonomia strategica europea, tutela della privacy dei cittadini e inclusione finanziaria. Mentre i sostenitori vedono nel progetto un modo per mettere al centro l’Europa nel futuro dei pagamenti, non mancano interrogativi legati all’equilibrio tra moneta pubblica e mercati privati.
Con l’avanzare dell’iter legislativo, la leadership e la visibilità internazionale di figure come Pasquale Tridico — rappresentante calabrese — segnano un ruolo di primo piano nel definire la direzione che l’Europa prenderà nei prossimi anni sul fronte della moneta digitale e della sovranità economica europea.









