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5 Aprile 2026
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Aeroporto di Lamezia, Azione denuncia: “Disservizi e disorganizzazione sistemica. Sacal nel caos”

L'emergenza idrica avebbe messo in luce una "gestione miope". L'accusa dei calendaini, chiesto conto degli "scandalosi tagli al personale" e invoca l'intervento del Comune

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L’Aeroporto di Lamezia Terme, il principale scalo calabrese, è nuovamente sotto i riflettori per una presunta “ondata di disservizi e disorganizzazione” imputata a Sacal, la società di gestione. A lanciare l’ennesima denuncia è Azione Lamezia, che parla di “criticità evidenti, sotto gli occhi dei viaggiatori e dei lavoratori, che sembrano frutto di scelte gestionali miopi e dannose”.

“Tagli al personale e consulenze d’oro: la strategia fallimentare di Sacal”

Azione Lamezia punta il dito contro le politiche di gestione del personale di Sacal. “Sacal continua a non investire sul personale, preferendo tagliare risorse umane e adottare politiche che, nei fatti, indeboliscono la qualità del servizio”, afferma Azione Lamezia. Il partito solleva interrogativi pungenti: “A fronte di consulenze ben retribuite e strutture esterne coinvolte a vario titolo, ci chiediamo: perché non si assume personale stagionale nei periodi critici? Perché i lavoratori vengono maltrattati, precarizzati o ignorati, mentre aumentano i costi su voci che poco hanno a che fare con la funzionalità e l’efficienza dell’infrastruttura?”.

L’emergenza idrica: la “punta dell’iceberg” della disorganizzazione

La recente crisi idrica che ha lasciato l’aeroporto “completamente senza acqua” a causa di un problema alla rete nella zona di Sant’Eufemia viene citata come prova lampante delle carenze. “Un’emergenza resa ancora più grave dal fatto che il serbatoio Sacal era vuoto, per mancanza di manutenzione ordinaria e gestione preventiva”, denuncia Azione Lamezia, sottolineando la necessità dell’intervento dei vigili del fuoco, che “con le cisterne hanno garantito temporaneamente la fornitura d’acqua all’interno dello scalo”. Questo episodio, secondo Azione Lamezia, “evidenzia in modo lampante come la disorganizzazione, la carenza di risorse umane, l’inesperienza e la mancanza di formazione siano oggi i veri nemici dell’efficienza e della sicurezza”. Azione evidenzia ancora che “una gestione aeroportuale seria e professionale non può permettersi simili superficialità, che danneggiano l’immagine della città, mettono a rischio i servizi essenziali e mortificano i lavoratori che ogni giorno cercano di sopperire a gravi carenze strutturali”.

Il “capitale umano” e il silenzio del Comune

Azione Lamezia si interroga sulla strategia della governance Sacal in un momento “così delicato, con un territorio che ha bisogno di rilancio e stabilità”. Viene posta la domanda chiave: “Come si pensa di uscire da una crisi strutturale senza investire sulle competenze, sulla professionalità e sulla valorizzazione delle risorse umane?”. Il partito è lapidario: “Non si esce da una crisi aziendale con i tagli, con il ridimensionamento, con la mortificazione del personale. Si esce dalla crisi con scelte lungimiranti, investendo nelle persone, nella loro formazione, nella loro stabilizzazione. Il capitale umano non è un costo, è la prima vera risorsa di un sistema che vuole essere efficiente, credibile e orientato al futuro.” Infine, l’attenzione si sposta sul ruolo del Comune di Lamezia Terme: “In tutto questo, non possiamo non chiederci dove sia il Comune di Lamezia Terme. Che ruolo intende svolgere? Quando deciderà di far sentire la propria voce, con forza e chiarezza, a tutela dei cittadini, dei lavoratori e del futuro dell’aeroporto, che rappresenta una risorsa strategica per l’intera area centrale della Calabria e per Lamezia?”.

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