La sindaca facente funzione del Comune di San Giovanni in Fiore, Claudia Loria, ha nominato Marco Ambrogio assessore comunale, attribuendogli le deleghe ai Lavori pubblici, all’Urbanistica, al Bilancio e al Personale, le stesse che erano in capo all’allora sindaca Rosaria Succurro, diventata consigliera regionale della Calabria e poi decaduta dalla carica di prima cittadina.
Nessun collegamento con la posizione di Cocchiero”
“La nomina di Ambrogio – chiarisce Loria – non è collegata alla posizione del vicesindaco Salvatore Cocchiero e non costituisce una sua sostituzione”. Cocchiero, infatti, ha rassegnato le dimissioni in autonomia, per una scelta individuale, dopo averle tenute congelate per alcuni mesi. In una fase successiva sarà nominato un assessore al quale saranno affidate le deleghe precedentemente esercitate da Cocchiero. “La nomina di Marco Ambrogio è una scelta in piena continuità con l’indirizzo politico-amministrativo della giunta e della maggioranza comunale”, dichiara la sindaca facente funzione. “Nel ruolo di capo di gabinetto, Ambrogio – precisa Loria – ha dato una grossa mano a raggiungere obiettivi fondamentali dell’amministrazione comunale, dalle opere pubbliche alle stabilizzazioni dei precari, al sociale, garantendo un contributo costante e qualificato al lavoro della squadra di governo della città”.
Le parole di ringraziamento
La sindaca Loria rivolge un ringraziamento anche al vicesindaco dimissionario. “Ringrazio Salvatore Cocchiero – afferma – per il contributo appassionato che ha dato all’azione amministrativa, per l’impegno profuso e per il lavoro svolto in questi anni al servizio della comunità di San Giovanni in Fiore”. Nel comunicato si evidenzia, infine, che Ambrogio vanta un’esperienza rilevante maturata negli anni scorsi nell’Anci e un indubbio spessore tecnico e politico, elementi che rafforzano la scelta compiuta e consentono all’amministrazione comunale di proseguire senza interruzioni nel percorso di governo e di attuazione dei programmi avviati.
Cocchiero: “Non fa male la scelta in sè, ma le modalità”
Dal canto suo Salvatore Cocchiero ha evidenziato che “non sussistono più le condizioni politiche e morali per continuare a far parte della Giunta comunale. Ci tengo a precisare che non è l’atto di revoca in sé – peraltro palesemente illegittimo – ad avere causato la mia indignazione, ma le modalità, i tempi e le motivazioni che l’hanno determinata. La comunicazione della revoca, infatti, attraverso un decreto che si è tentato di consegnarmi in data 6 dicembre 2025, recante però protocollo 1° dicembre 2025, è avvenuta solo dopo la dichiarata decadenza del Sindaco e solo dopo tre Consigli comunali in cui l’Assise, prendendone atto, ha inequivocabilmente accertato il mio subentro nella carica di Sindaco facente funzione. Amministrare non è semplice, ma in questi anni ho cercato di farlo al meglio, sempre con l’obiettivo di non tradire la fiducia che mi è stata accordata dai cittadini. Resto profondamente legato alla mia città e continuerò a seguirne le vicende con impegno e attenzione, nella convinzione che l’interesse della comunità venga sempre messo al primo posto.









