1 Ottobre 2026
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Asp Cosenza, sedi “scomparse e riapparse”: De Cicco interroga la Regione sulle assegnazioni

Il consigliere regionale denuncia possibili disparità di trattamento per l'ambito di Cariati: "Concorsisti penalizzati"

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La gestione delle sedi di servizio dell’Asp di Cosenza nell’ambito di Cariati finisce al centro di un’interrogazione regionale. A presentarla è Francesco De Cicco, consigliere regionale e capogruppo dei Democratici Progressisti Meridionalisti, che ha chiesto al presidente della Giunta regionale Roberto Occhiuto di fare chiarezza sulle modalità con cui sarebbero state assegnate alcune destinazioni ai candidati coinvolti nella manifestazione d’interesse.
Al centro della vicenda ci sono, secondo la ricostruzione contenuta nell’atto e nelle dichiarazioni del consigliere, alcune sedi che sarebbero state nuovamente disponibili dopo le rinunce di diversi partecipanti. Una circostanza che, se confermata, secondo De Cicco potrebbe porre interrogativi sul rispetto della parità di trattamento tra i candidati.

La convocazione del 16 agosto e le rinunce

La vicenda riguarda la convocazione del 16 agosto, quando ai candidati risultati idonei sarebbe stato presentato un elenco circoscritto di sedi disponibili. Secondo quanto riferito da De Cicco, diverse destinazioni indicate in quella fase si trovavano a una distanza significativa dai luoghi di residenza dei professionisti. A incidere sulle decisioni dei partecipanti ci sarebbero stati anche i tempi ristretti previsti per effettuare la scelta. In questo contesto, alcuni candidati avrebbero deciso di sottoscrivere un verbale di rinuncia. È proprio sulla successiva evoluzione delle disponibilità che si concentra ora l’interrogazione del consigliere regionale.

Le sedi che sarebbero ricomparse dopo le rinunce

Secondo quanto riportato nell’esposto richiamato da De Cicco, dopo la convocazione sarebbero emerse nuove disponibilità, tra cui alcune sedi considerate particolarmente favorevoli perché più vicine al domicilio dei professionisti. Il punto contestato è che queste destinazioni, sempre secondo la ricostruzione del consigliere, non sarebbero state comprese nell’elenco mostrato originariamente a tutti i partecipanti. De Cicco parla quindi di possibili disparità tra i candidati, chiedendo che la vicenda venga verificata attraverso l’esame degli atti amministrativi, dei verbali e dei provvedimenti adottati dall’azienda sanitaria.

De Cicco: “Bisogna garantire le stesse condizioni a tutti”

“Se questi fatti trovassero conferma”, sostiene De Cicco, “ci troveremmo di fronte a un’inaccettabile lesione dei principi costituzionali di trasparenza, imparzialità e buon andamento della Pubblica Amministrazione”. Il consigliere regionale contesta in particolare l’eventualità che alcuni professionisti possano aver avuto accesso successivamente a destinazioni più favorevoli rispetto a quelle messe a disposizione nella convocazione iniziale.
“Qualora vi fossero state ulteriori disponibilità di sedi”, afferma, “l’Amministrazione sanitaria aveva il preciso dovere procedurale ed etico di riconvocare tutti gli idonei e i rinunciatari, garantendo a ciascuno pari condizioni di scelta in base al merito e al posizionamento in graduatoria”.

L’esposto coinvolge anche Rpct e Procura

La questione, sempre secondo quanto riferito nell’interrogazione, è stata già oggetto di un esposto trasmesso ai vertici dell’Asp di Cosenza, al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza e alla Procura della Repubblica di Cosenza. La presenza dell’esposto non equivale all’accertamento delle irregolarità denunciate: saranno eventuali verifiche amministrative e giudiziarie a stabilire se quanto segnalato corrisponda a violazioni effettive.

La richiesta di un’ispezione e della riapertura della procedura

Con l’interrogazione, De Cicco chiede a Occhiuto di chiarire se fosse a conoscenza della vicenda e di valutare una verifica ispettiva negli uffici dell’Asp di Cosenza. L’obiettivo indicato dal consigliere è acquisire la documentazione relativa alle assegnazioni e verificare la correttezza delle procedure seguite. De Cicco sollecita inoltre, qualora emergessero effettivamente vizi o disparità di trattamento, un intervento in autotutela, fino alla sospensione o all’eventuale annullamento degli atti interessati.
Tra le richieste figura anche la possibilità di riaprire la procedura, riconvocando i soggetti coinvolti sulla base di un elenco completo delle sedi disponibili e garantendo condizioni uniformi di scelta. La questione viene infine collegata al rapporto con le procedure di mobilità gestite da Azienda Zero, rispetto alle quali De Cicco richiama la necessità di assicurare trasparenza e coerenza nell’intero percorso di reclutamento del personale sanitario.

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