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13 Maggio 2026
13 Maggio 2026
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Bonifica Crotone, l’addio polemico di Errigo: “La politica locale non è stata all’altezza del Sin”

L'ex Commissario chiude il mandato puntando il dito contro le istituzioni territoriali e gli attivisti. "Ereditato il nulla dopo cinque anni di stallo; la bonifica non ha colore politico, è un’emergenza civile e sanitaria".

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Il mandato di Emilio Errigo come Commissario straordinario di Governo per il Sito di Interesse Nazionale (SIN) di Crotone-Cassano-Cerchiara è giunto al termine, ma la chiusura del fascicolo non spegne le tensioni. In una nota dai toni duri e privi di diplomazia, l’ormai ex Commissario analizza i risultati raggiunti e risponde frontalmente alle critiche piovute dal territorio, tracciando un bilancio che è un atto d’accusa verso la classe dirigente calabrese.

Il rammarico di un calabrese: “Avrei voluto vedere i cantieri aperti

Errigo esordisce sottolineando la naturale scadenza della sua funzione, negando colpi di scena ma non nascondendo l’amarezza per gli obiettivi non pienamente centrati. “Da calabrese, ovviamente avrei sperato un’altra chiusura. Avrei voluto festeggiare insieme ai miei conterranei il totale ed incondizionato ripristino di un’area altamente compromessa” dichiara il generale, auspicando un passaggio dal degrado alla salubrità.

Il suo “libro dei desideri” irrealizzati include una visione industriale della bonifica: “Avrei voluto vedere molti più camion che si muovevano, cantieri aperti, utilizzo delle discariche autorizzate esistenti, operai al lavoro”. Tuttavia, Errigo rivendica il suo operato come uomo delle istituzioni, affermando di aver agito con dignità e rispetto per la magistratura, consegnando agli atti il lavoro svolto “con serietà e senso del dovere”.

Lo scontro con il territorio: la replica a Voce e Greco

L’ex Commissario risponde senza mezzi termini alle dichiarazioni dell’attivista Pino Greco, che chiedeva un “commissario vero”, e del sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, il quale aveva definito inutili le ultime gestioni commissariali. Errigo bolla queste uscite come “battute da bar” prodotte da una “democrazia delle pretese” che cercherebbe un uomo “manovrabile e obbediente”.

“Mi domando cosa abbiano fatto costoro, concretamente, prima della mia nomina” incalza Errigo, ricordando che prima del suo arrivo la bonifica era rimasta paralizzata per ben cinque anni dopo l’addio della penultima commissaria. “Cinque anni non sono un’opinione: sono un fatto amministrativo. In cinque anni di vacanza commissariale non è stato prodotto un solo atto risolutivo”.

Un problema di civiltà oltre le ideologie

Secondo Errigo, la bonifica del SIN è una questione trasversale: “La bonifica non è un tema di destra, sinistra o centro. È un problema civile, sociale, ambientale, sanitario. Riguarda tutti”. Proprio per questo, l’ex Commissario accusa la politica locale di nascondersi dietro la tattica della colpa altrui per mascherare la propria inefficienza.

“L’intera classe politica territoriale calabrese non è ancora stata all’altezza del grande problema del SIN. E questa non è una opinione, è un fatto evidente” afferma categorico, aggiungendo che dichiarazioni e comunicati stampa non rimuovono i rifiuti. Al momento del suo insediamento, ricorda, il numero di cantieri operativi era pari a zero.

L’eredità della gestione Errigo: «Ho rimesso in moto la macchina»

Nonostante le polemiche, Errigo rivendica di aver sbloccato iter burocratici e acquisito centinaia di atti rimasti nei cassetti per anni. Pur non consegnando una bonifica finita, sostiene di lasciare una situazione profondamente diversa: “procedimenti riaperti, responsabilità individuate, atti formalizzati. Non una bonifica conclusa, ma finalmente una bonifica rimessa in moto”.

In conclusione, Errigo lancia un augurio al suo successore, sperando che possa tagliare quei nodi che lui ha solo iniziato ad allentare. “Io non devo compiacere nessun partito politico. Quando la bonifica sarà finita, chiamatemi: sarò il primo a tornare nella mia amata Calabria a festeggiare tutti insieme”.

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