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4 Marzo 2026
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Buco nei conti del Coa di Catanzaro, Baldino chiede commissariamento e l’Ordine insorge: scoppia il caso politico

Interrogazione al ministro della Giustizia della deputata M5S. L’Ordine risponde duramente: “Abbiamo già denunciato chi ha arrecato danno, commissariamento fuori luogo e iniziativa senza fondamento"

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La miccia è stata accesa da Vittoria Baldino, deputata del Movimento 5 Stelle, che ha annunciato il deposito di un’interrogazione parlamentare al ministro della Giustizia sulla vicenda che coinvolge il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Catanzaro. Secondo Baldino, quanto emerso nelle ultime settimane “non può essere liquidato come una questione interna alla categoria”. Nella nota, la parlamentare parla di “profili di possibile criticità nella gestione amministrativa e contabile dell’ente”, con “ricostruzioni contrastanti” che renderebbero “indispensabile un accertamento chiaro, trasparente e istituzionale”.

Per Baldino, il Coa svolge una funzione pubblica di rilievo costituzionale e deve garantire il rispetto dei principi di legalità, correttezza e buon andamento anche sul piano finanziario. Da qui la richiesta al governo di investire formalmente il Consiglio nazionale forense affinché valuti “l’opportunità di una verifica straordinaria” e, se ne ricorressero i presupposti di legge, anche “misure straordinarie” come il commissariamento.

Un punto che la deputata sottolinea più volte: “Il commissariamento non è una sanzione né un giudizio anticipato, ma uno strumento previsto dall’ordinamento per ristabilire trasparenza, fiducia e regolarità amministrativa quando emergono situazioni di grave criticità”.

La replica del Coa: “studi la legge”

La risposta dell’Ordine distrettuale degli avvocati di Catanzaro non si è fatta attendere ed è stata tutt’altro che morbida. In una nota firmata dal presidente, il Coa parla di necessità di “ristabilire verità giuridica e correttezza istituzionale”.

Il messaggio è diretto: “Prima di invocare commissariamenti, verifiche straordinarie e interventi esterni, l’Onorevole Baldino dovrebbe verificare la disciplina normativa che regola il funzionamento dei Consigli dell’Ordine e le condizioni giuridiche reali che rendono possibile un commissariamento”.

Secondo l’Ordine, l’iniziativa parlamentare sarebbe “politicamente strumentale, istituzionalmente impropria e giuridicamente priva di fondamento”, oltre a risultare estranea “alla fisiologia istituzionale e alla stessa autonomia dell’avvocatura”.

“Abbiamo agito subito e denunciato chi ha arrecato danno”

Nel passaggio più netto, il Coa rivendica la propria condotta. “Questo Consiglio – si legge nella nota – è stato trasparente, ha agito con tempestività, ha collaborato con le autorità competenti e in meno di un mese ha tutelato gli iscritti denunciando chi ha arrecato danno e discredito all’Istituzione, riconoscendo per iscritto le proprie responsabilità”.

Per l’Ordine, questo è il punto dirimente: “Questa è trasparenza. Questa è responsabilità istituzionale. Questa è tutela dell’ente e degli iscritti”. Il commissariamento, invece, “non può essere piegato a logiche di propaganda politica o trasformato in un pretesto per visibilità personale”. A supporto, viene richiamata la normativa: l’istituto del commissariamento è disciplinato dall’articolo 33 della legge 247/2012, con presupposti “precisi e tipizzati” che, secondo il Coa, “nella vicenda in questione semplicemente non ricorrono”.

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