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18 Aprile 2026
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Calabria al voto, la dura denuncia di Di Lieto: “Una cloaca massima, un circo di parassiti”

Il presidente del Codacons Calabria interviene con parole durissime nel dibattito politico. Attacca il centrosinistra, definendolo "la prostituzione con Occhiuto" e critica gli "statisti" che "si sono messi alla ricerca di un burattino da sacrificare per far finta di competere"

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Con una nota infuocata, il presidente del Codacons, Francesco Di Lieto, ha espresso una dura critica sullo stato della politica calabrese. La sua analisi non fa sconti a nessuno: “La situazione politica in Calabria è una cloaca massima, un circo di parassiti che si scannano mentre si affoga nella miseria e nella rassegnazione”. Di Lieto attacca in particolare “l’intellighenzia del ‘centrosinistra’”, accusandola di essersi “prostituita con Occhiuto”.

Secondo Di Lieto, quando la recente crisi politica ha minacciato i “beceri interessi personali”, le dimissioni sono arrivate ma non sono state festeggiate da chi le invocava. Anzi, la delusione ha portato a una “ricerca di un burattino da sacrificare per far finta di competere”, con l’obiettivo di “perdere” e mantenere gli equilibri del “vecchio regime neo-governatoriale”.

“Per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti”

Il presidente del Codacons ha esteso la sua critica ai leader nazionali che si apprestano a fare campagna elettorale in Calabria, da Schlein a Conte e Renzi. Li accusa di non avere “a cuore questa terra maledetta” e di “fregarsene altamente dei calabresi”. A suo avviso, il loro arrivo non farà altro che consolidare il potere degli attuali governanti, che “continueranno a devastare quel poco che rimane, finendo di consegnare la sanità ai mercanti del dolore e condannandoci a scappare o a morire in silenzio”.

La nota si conclude con un duro monito: “Maledetti, per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti”. E in una postilla, Di Lieto invita ad “alzare i forconi per accogliere gli esponenti dello sfascio con la rabbia e la giustizia che meritano. Che sentano il peso di chi non ha più nulla da perdere”.

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