23 Ottobre 2026
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Caro carburanti, Giuseppe Conte a Pizzo incontra agricoltori e autotrasportatori in sciopero

Il presidente del Movimento 5 Stelle visita il presidio lungo lo svincolo autostradale dell'A2 insieme alla delegazione parlamentare. Contestati gli interventi del Governo definiti insufficienti rispetto alle reali sofferenze del comparto produttivo

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Il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte è giunto nel Vibonese per incontrare gli agricoltori e gli autotrasportatori impegnati nei presìdi di protesta contro l’aumento insostenibile del prezzo dei carburanti. Accolto dal deputato Riccardo Tucci e dai rappresentanti territoriali del partito, tra cui Tridico, Orrico, Bruno e Scutellà, il leader pentastellato ha svolto un punto stampa nel piazzale antistante lo svincolo autostradale di Pizzo, nell’area di Angitola, dove i lavoratori mantengono attivo il blocco. Nel corso dell’incontro, la leadership del Movimento ha ribadito la propria vicinanza alle categorie economiche colpite dalla congiuntura inflazionistica, sgombrando subito il campo dalle dinamiche interne di partito.

“Non fatemi parlare di primarie. Mi sono stancato. Voglio parlare dei problemi dei cittadini. Le primarie si faranno subito dopo il programma”. Ha esordito così Giuseppe Conte nell’incontro a Pizzo con gli agricoltori e gli autotrasportatori calabresi in sciopero contro il caro carburanti.

L’attacco sulle misure del Governo e le risorse per la filiera

Nel merito della vertenza che sta paralizzando il trasporto merci e il settore primario, Conte ha sottolineato la legittimità delle rivendicazioni della piazza, denunciando una presunta sottovalutazione dell’emergenza da parte delle istituzioni centrali e una scarsa attenzione mediatica sulle difficoltà del Mezzogiorno. L’ex premier si è soffermato sui nodi strutturali che affliggono la catena del valore agroalimentare e sul divario tra la narrazione economica ufficiale e le reali condizioni delle imprese.

“Noi siamo qui – ha detto Conte – perché la vostra manifestazione è pacifica. Altrimenti noi non saremmo qui. C’è la volontà di richiamare l’attenzione del Governo su condizioni economiche e di vita quotidiana che sono diventate difficili o addirittura proibitive. Qui c’è un disagio vero, che si è accumulato nel tempo. Non ci sfugge che queste manifestazioni sono state oscurate dai telegiornali nazionali, ma questa cosa va avanti così da alcuni anni. Ci raccontano che stiamo andando bene, che la nostra economia va bene. Ma sono dati parziali, si guarda solo quello che si vuol vedere. La situazione si sta complicando e oggi la responsabilità del Governo è quella di aver negato che esistessero questo problemi.La situazione è difficile, vanno trovate soluzioni strutturali e non far finta di nulla. L’agricoltura è in difficoltà, la filiera è in crisi: è un problema di sistema. Chi produce non fa il prezzo e questo è il vero nodo. Sessanta milioni per gli agricoltori? Due presidenti di regione hanno fatto di più. Macron ha messo due miliardi”.

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