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25 Marzo 2026
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Caso Punto nascita a Corigliano Rossano, Madeo attacca: “Prima la sicurezza di donne e bambini”

Trasferimenti revocati e reparto mai aperto, è scontro politico sulla gestione dell'unità operativa complessa

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Ginecologia a Corigliano Rossano: la sicurezza al di sopra di tutto. Al netto delle polemiche, fin troppe per una politica che dovrebbe puntare alla concretezza, al centro c’è la tutela di donne e bambini”. A dichiararlo è la consigliera regionale del Pd Rosellina Madeo, che interviene sulla vicenda del trasferimento previsto ma stoppato del reparto dall’ìospedale di Corigliano a quello di Rossano.

“Decisioni contraddittorie in poche ore”

Madeo punta il dito contro la gestione organizzativa: “Non so come definire una situazione in cui si dispone un trasferimento e dopo poche ore lo si annulla”. Un cambio di rotta che apre interrogativi: “Il reparto è stato messo in sicurezza oppure lo spostamento non è più necessario? Oppure siamo davvero vicini all’apertura del nuovo ospedale della Sibaritide?”.

Il nodo dei fondi e del reparto mai attivato

La consigliera richiama anche il tema delle risorse. “Restano 1,6 milioni di euro spesi per un reparto ristrutturato ma mai aperto, un peso enorme per una sanità già in difficoltà”.
Un dato che si inserisce in un quadro più ampio: la Calabria continua a sostenere costi altissimi per la mobilità sanitaria, con centinaia di milioni destinati ad altre regioni per cure non disponibili sul territorio.

“Troppi pazienti costretti a curarsi fuori regione”

Molti cittadini sono costretti a spostarsi proprio per ragioni di sicurezza”, sottolinea Madeo, evidenziando le conseguenze dirette di una gestione inefficiente sui pazienti.

La richiesta alla Regione

Infine l’appello istituzionale: “Abbiamo chiesto al presidente Roberto Occhiuto e alla Giunta di riferire in aula per fare chiarezza”.
Bisogna mettere un punto a una vicenda che, se non riguardasse donne e bambini, rischierebbe di diventare una barzelletta” conclude Madeo.

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