Mentre la politica catanzarese resta avvitata in scontri di potere e “iniziative carnevalesche”, un processo silenzioso ma decisivo sta ridisegnando la sanità del Capoluogo. La decisione di realizzare a Germaneto un Pronto Soccorso “leggero”per i casi non urgenti, mantenendo il cuore dell’emergenza-urgenza al Pugliese-Ciaccio, segna un punto di non ritorno: l’Università e la Regione riconoscono, nei fatti, il ruolo insostituibile dello storico ospedale cittadino.
Un sistema a due motori
L’integrazione tra i due presidi prefigura un modello di efficienza finora inedito. Da un lato, il Pugliese continuerà a gestire i codici gravi e i politraumi; dall’altro, la struttura di Germaneto assorbirà la media e bassa intensità, alleggerendo la pressione sulla trincea di viale Pio X e accorciando i tempi di attesa. Questa specializzazione permette di distinguere nettamente le missioni: l’assistenza primaria al Pugliese-Ciaccio e la ricerca con la formazione d’eccellenza al polo universitario.
L’affondo di Mimmo Tallini
Sulla questione interviene duramente Mimmo Tallini, già presidente del Consiglio Regionale, che non risparmia critiche all’immobilismo di Palazzo De Nobili: “La politica catanzarese, tutta avvitata su scontri di potere e iniziative carnevalesche, non si accorge dei processi in atto nella sanità, nemmeno quando producono effetti positivi per la città. E’ il caso della decisione di realizzare a Germaneto un pronto soccorso “leggero”, dedicato ai pazienti non urgenti, mentre il grosso del lavoro di emergenza-urgenza resterà nella sfera del “Pugliese-Ciaccio”. Questo significa che finalmente anche l’università e la Regione hanno capito che il ruolo dell’ospedale “Pugliese-Ciaccio” è centrale e insostituibile, mentre la realizzazione di un grande pronto soccorso al Policlinico avrebbe comportato il progressivo smantellamento dello storico ospedale del Capoluogo. I due pronto soccorso, quello “leggero” dove affluiranno i codici di media/bassa intensità, quello principale del “Pugliese” dove arriveranno tutti i codici più gravi e i politraumi, lavoreranno in sinergia con evidenti vantaggi per gli utenti. Il PS “leggero” renderà meno pesante la pressione sul “Pugliese” con conseguente accorciamento dei tempi di attesa. Con un pizzico di presunzione, voglio dire che questa evoluzione conferma la bontà del ragionamento che da molti mesi si sta cercando di fare”.
Risorse e infrastrutture: il nodo dei 700mila euro
Il riconoscimento del valore del Pugliese deve tradursi in interventi immediati. La priorità assoluta è l’ammodernamento del Pronto Soccorso esistente attraverso i 700mila euro stanziati dal management dell’Azienda Dulbecco. Un investimento che corona un anno di riqualificazioni (chirurgia vascolare, laboratori, pediatria e malattie infettive), ma che richiede una visione infrastrutturale più ampia: il collegamento funzionale tra i plessi e il completamento del parcheggio multipiano con elisoccorso.
“L’area ospedaliera del “Pugliese-Ciaccio” dovrà conservare il suo ruolo primario nell’assistenza, mentre l’area universitaria – che pure concorre all’assistenza – si concentrerà sulla formation dei medici e sulla ricerca scientifica. Occorre però dare al “Pugliese-Ciaccio” gli strumenti e gli spazi necessari. Come prima cosa, bisogna ammodernare il pronto soccorso di viale Pio X, utilizzando le somme stanziate (700mila euro) dal manager dell’Azienda Dulbecco. Bisogna ricordare che nell’ultimo anno sono stati effettuati numerosi lavori di riqualificazione che hanno riguardato i nuovi locali di chirurgia vascolare, il laboratorio analisi, la palazzina di malattie infettive e la pediatria. Bisogna insistere anche sull’ipotesi di collegare funzionalmente i due plessi, il “Pugliese” e il “Ciaccio” con una strada di servizio, realizzando anche il grande parcheggio multipiano con elisoccorso progettato dalla Provincia. Mi auguro che il sindaco Fiorita e tutti i gruppi consiliari, maggioranza e minoranza, finora spettatori non paganti sulle questioni della sanità, almeno su questo tema trovino uno scatto di dignità e formulino alla Regione una proposta seria di localizzazione degli spazi ospedalieri. E’ molto grave che l’assessore all’urbanistica non abbia voluto inserire nel PSC, che è lo strumento di governo del territorio, nessuna indicazione sul nuovo ospedale. Si convochi un nuovo Consiglio comunale, evitando l’ennesima brutta figura di fare cadere il numero legale, e si decida. La strada per salvare il “Pugliese-Ciaccio” e fare crescere tutta l’azienda “Dulbecco” mi sembra finalmente tracciata e non per merito della politica locale. Io resto convinto che il modello sanitario ideale per Catanzaro sia quello “policentrico”, basato sul “Pugliese”, sull’oncologico del “Ciaccio” e sul policlinico universitario. Poi toccherà al management dell’Azienda “Dulbecco” disegnare una organizzazione logistica dei vari plessi ospedalieri in grado di alzare la qualità dell’assistenza e promuovere la ricerca scientifica. Così si difende il patrimonio scientifico e professionale del “Pugliese”, si salvaguardi l’economia indotta dei quartieri Stadio e Pontepiccolo, e si vada nella direzione dei bisogni della gente che chiede una sanità di qualità”.









