“No dai, lascia stare non è il caso”. Storia brevissima di una mancata intervista, che però dice molto, almeno a noi. Sergio Abramo non risponde, per ora, ma qualche dichiarazione al curaro gli scappa, e noi glielo facciamo notare.
Sergio, però, ieri l’altro sei uscito su Fiorita, con parole di fuoco. “Era doveroso rispondere a certe ricostruzioni, onde evitare che circoli una informazione sbagliata”. Però non potrai esimerti a lungo dal dire la tua sullo scenario politico catanzarese: “Non è il momento”.
Sarà. Intanto il suo ultimo dardo all’indirizzo di Nicola Fiorita è bastato per incendiare la city politica del capoluogo, perennemente in campagna elettorale e da decenni ossessionata dal pluri sindaco. La sua presa su larghe fasce di opinione pubblica è ancora forte. E chi sostiene il contrario, è in mala fede.
Il fantasma del ritorno
La suggestione Abramo continua a muovere le pedine della politica cittadina. Anche quando non parla, il suo nome pesa come un macigno su ogni ragionamento strategico.
È una situazione che presenta assonanze carismatiche con quella di Peppe Scopelliti a Reggio Calabria: in tantissimi lo rivorrebbero sindaco. Ma siccome i vertici di Forza Italia “se lo spagnano”, alla fine il centrodestra potrebbe puntare su una figura a chilometro zero, ma soprattutto a trascinamento zero.
Basta leggere i nomi che circolano in queste settimane per capire il livello dell’operazione. Nel frattempo, la sola ipotesi del ritorno di Abramo continua a condizionare anche le manovre politiche in vista delle elezioni provinciali, cioè – diciamolo senza troppi giri di parole – le elezioni più inutili della storia dei consessi elettivi. Non a caso si basano sulla scrematura ponderata, dove partiti e partiticchi personali si azzuffano per un piatto di lenticchie. Per giunta scotte, vista la sostanziale irrilevanza degli enti intermedi dopo la “rivoluzione” Delrio.
Il jukebox e il sindaco che non parla
Ad ogni buon fine, Sergio Abramo mi riporta ai tempi della fanciullezza. Quando, non avendo monete a sufficienza da infilare nei suggestivi jukebox americani marca Rock-Ola – pazzesco il modello Bubbler – aspettavo che qualcuno infilasse la 200 lire gialle per selezionare uno dei miei dischi preferiti. Un po’ come oggi: Sergio non parla, ma tutti aspettano che qualcuno inserisca la moneta giusta.“Sergio non parla, ma incute timore”, come sostiene più di qualche osservatore della scena pubblica catanzarese. Verissimo.
E adesso che una parte del centrodestra ha fornito l’ennesima scialuppa di salvataggio politica all’attuale sindaco Nicola Fiorita, le quotazioni dell’ex primo cittadino – con il pallino del decisionismo – stanno crescendo a dismisura.
Il “partito del rimpianto”
Finirà come a Reggio. Quelli che “se lo spagnano” inizieranno, da qui alla prossima primavera, a bruciare nomi: presidenti di questo o quel sodalizio catanzarese, soprattutto gli specialisti nella produzione di convegni o eventi “ad pompam”. Alla fine, però, i conti dovranno farli con lui. E soprattutto con il partito più forte della coalizione di centrodestra, che non è Forza Italia, né Fratelli d’Italia, né tantomeno la Lega. È il PR. Il Partito del Rimpianto. E in città, silenziosamente, continua a crescere.
Lo scontro politico sull’eredità amministrativa
Intanto il nome del pluri sindaco Sergio Abramo continua a far discutere la politica cittadina. Dopo il botta e risposta tra il primo cittadino Nicola Fiorita e lo stesso Abramo, ieri sono arrivati anche gli interventi del gruppo consiliare di Forza Italia e del consigliere Antonio Corsi.
Il giudizio di Corsi sull’eredità amministrativa lasciata dall’ex sindaco è durissimo. “Posso dire con assoluta certezza che la pesante situazione debitoria è tutta ascrivibile alle sue discutibili scelte che hanno costretto l’ente a pagare somme insopportabili”.
Corsi cita diversi capitoli di spesa: i 9 milioni del Pru, l’incauta manovra sull’Iva che – sostiene – “ci costa 5 milioni di euro” e la transazione per la costruzione della palazzina dello stadio.“Senza contare – aggiunge – lo stato fallimentare delle società partecipate, Catanzaro Servizi e Amc, amministrate costantemente dai suoi consulenti personali”.
Il consigliere ricorda anche la presidenza di Abramo alla Sorical, che a suo dire “non ha prodotto alcun beneficio per il sistema idrico della città”.
Le accuse su università e urbanistica
Nel lungo elenco delle critiche, Corsi inserisce anche scelte politiche e strategiche che avrebbero inciso sul futuro della città. “Non possiamo neanche dimenticare che l’ex sindaco ha dato il via libera alla seconda facoltà di medicina a Cosenza in cambio di corsi di lingua cinese, mai attivati”. Il consigliere definisce inoltre “discutibili” alcune decisioni in materia urbanistica, che a suo giudizio avrebbero interessato “solo alcune aree strategiche della città”, oltre alla perdita dei finanziamenti per la depurazione.
Guardando al futuro, secondo Corsi il centrodestra dovrebbe imboccare una strada diversa. “Il centrodestra vero, quello fatto dai partiti e non dalle persone, ha l’occasione per rigenerarsi e presentarsi tra quindici mesi all’appuntamento elettorale con le carte in regola”.
La difesa di Forza Italia
Di segno opposto la posizione del gruppo consiliare di Forza Italia, che difende apertamente la figura dell’ex sindaco. “Sergio Abramo è una figura di autorevolezza e competenze riconosciute, non a caso è stato premiato per ben quattro volte dai catanzaresi”.
Nella nota gli azzurri ribadiscono che la priorità resta una sola: l’unità della coalizione. “È sempre stata la vera ragione per cui il centrodestra è riuscito a imporsi nelle competizioni elettorali”.
Forza Italia ricorda anche il risultato ottenuto alle elezioni regionali. “Neanche lo straordinario risultato ottenuto alle Regionali da Forza Italia in città, dove è stata nettamente primo partito sia da sola sia con la lista gemella Occhiuto presidente, ci farà cambiare idea”.
Il nodo della candidatura
Partendo proprio dall’unità della coalizione, secondo gli azzurri la conseguenza naturale è che il candidato a sindaco venga scelto collegialmente. “Il candidato deve essere deciso serenamente da tutti i partiti della coalizione di centrodestra”. E nel frattempo l’invito rivolto al sindaco Nicola Fiorita è piuttosto diretto. “Forse farebbe meglio a pensare in casa propria, visto che sono diverse le voci che vorrebbero un altro candidato nel centrosinistra”. Poi la stoccata finale. “Si faccia una domanda se sono anni che non riesce ad accettare un confronto pubblico con Sergio Abramo. Noi una risposta l’abbiamo già”.









