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6 Febbraio 2026
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Catanzaro Servizi, il piano passa tra le picconate dell’opposizione. De Marco: “Senza il sì, libri in tribunale”

Il via libera evita il collasso della partecipata, ma non chiude la partita politica: la maggioranza regge, l’ipotesi ribaltone resta sul tavolo e le prossime settimane diranno se Fiorita arriverà a fine mandato

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Alla fine, il dato politico e amministrativo è netto: 25 voti favorevoli e 4 contrari (Donato, Veraldi e Parisi di Azione più Verrengia di Fratelli d’Italia). Il Consiglio comunale di Catanzaro approva il piano industriale di Catanzaro Servizi S.p.A. per il quadriennio 2026-2030, rendendo la delibera immediatamente esecutiva. Un sì largo, arrivato dopo un dibattito lungo e nervoso, segnato da critiche durissime ma anche da una scelta condivisa: non mettere a rischio il futuro dei lavoratori, presenti in sala per seguire ogni passaggio della seduta. Le opposizioni non hanno risparmiato picconate al documento, definito fragile, incompleto, arrivato tardi. Eppure, fatta eccezione per quattro voti contrari, hanno scelto di dare disco verde al piano, assumendosi una responsabilità politica che pesa più delle polemiche.

La relazione di De Marco: “Qui non c’è il libro dei sogni”

Il cuore della seduta è stato l’intervento, anomalo ma decisivo, dell’amministratore unico Antonio De Marco. Un intervento lungo, fitto di dettagli tecnici e politici: “So che non è usuale che un amministratore di una partecipata intervenga in Consiglio comunale, ma c’è stata una forte sollecitazione perché fossero chiariti alcuni punti. Se ho reagito in modo distinto con alcuni consiglieri me ne scuso, ma quella reazione nasce dalla passione civile con cui ho accettato questo incarico gratuito, quando avrei potuto starmene a casa”.

De Marco ricostruisce passo dopo passo la genesi del piano, legandola all’emergenza: l’atto di precetto da 3,1 milioni di euro notificato da Aurora, il rischio immediato di procedure esecutive, il pignoramento presso terzi che ha paralizzato la gestione finanziaria della società e bloccato gli stipendi. “In quella situazione non avevamo alternative: o avviavamo la procedura di composizione negoziata o portavamo i libri in tribunale e mettevamo Catanzaro Servizi in liquidazione”.

Da qui l’avvio della procedura ex articolo 12 del Codice della crisi d’impresa, il deposito del piano di risanamento, la nomina dell’esperto indipendente della Camera di Commercio, fino alla scadenza perentoria fissata dal giudice. “L’approvazione del piano industriale oggi non è un rinvio, è una condizione imprescindibile. Senza questa delibera, martedì dovremmo dire al giudice: ‘Scusate, abbiamo scherzato’. Le conseguenze sarebbero immaginabili”. De Marco respinge l’accusa del “libro dei sogni”: “Questo piano poggia su nuovi affidamenti di servizi, su business plan attestati da professionisti, su impegni finanziari chiari del Comune. È al 95% identico al piano di risanamento già validato dall’esperto indipendente. Le differenze sono tre, puntuali e spiegabili”.

Poi l’elenco: slittamento temporale di alcuni servizi, revisione di voci come verde pubblico, lampade votive, assunzioni inizialmente a tempo determinato. E infine il passaggio chiave su Aurora: “Abbiamo previsto una falcidia del debito come per tutti i creditori. Un milione e sei spalmato in dieci anni, con una possibile maxirata finale legata all’immobile di viale De Filippis. È tutto scritto, tutto trasparente”.

Il sindaco Fiorita: “Criticate il piano, ma votate gli affidamenti”

Nel suo intervento, il sindaco Nicola Fiorita sceglie un tono politico, evitando lo scontro diretto ma rimarcando una linea chiara. “Leggo una linea comune in molti interventi dell’opposizione: questo piano fa schifo, però lo votiamo per responsabilità. È legittimo. Ma va detto che dopo il piano industriale votiamo quattro affidamenti immediati, ed è una differenza enorme rispetto al passato”.

Fiorita difende il lavoro svolto e le professionalità coinvolte: “Picconare questo piano rischia di svilire il lavoro di professionisti importanti della nostra città che si sono dedicati anima e corpo a questo progetto”. E chiarisce un punto tornato ciclicamente nel dibattito: “Sentiamo dire da anni che la soluzione era semplice: assorbire il personale di Catanzaro Servizi nel Comune. Non si può fare. Se qualcuno sa come, ce lo dica. Stiamo lavorando a livello regionale e nazionale per trovare una soluzione normativa, ma oggi non esiste”. Il sindaco ribadisce il sì convinto della maggioranza, che – sottolinea – non ha alcuna intenzione di staccare la spina.

Parisi: “Piano gestito male, il mio voto è no”

Il consigliere di Azione Giovanni Parisi non usa mezzi termini e annuncia voto contrario. “Da giugno a dicembre c’era tutto il tempo per dialogare con Aurora. È mancata una gestione adeguata e un monitoraggio costante. Questo è il vero problema”.

Parisi entra poi nel merito delle criticità economico-finanziarie, contestando alcune voci contabili e spostando l’attenzione sugli aspetti più delicati per i lavoratori. “Non basta pagare il netto in busta. Devono essere pagati anche contributi, IRPEF e trattenute sindacali, e su questo siamo già in ritardo”. Un richiamo che, nel suo intervento, assume il valore di un atto di denuncia politica oltre che contabile. La conclusione è senza appello: “Per questi motivi, il mio voto è no”.

Riccio: “Fiducia a De Marco, non alla politica”

Più articolato e sofferto il sì annunciato da Eugenio Riccio. Il consigliere della Lega chiarisce subito che il suo voto favorevole non è un’adesione politica al piano, ma una scelta dettata da fiducia personale e senso di responsabilità. “Voto a favore per due motivi: la stima per Tonino De Marco, che considero un tecnico serio e trasversale, e il rispetto per i lavoratori, che rappresentano la vera spina dorsale dell’amministrazione”.

Riccio, però, non risparmia critiche alla gestione complessiva, distinguendo nettamente il piano tecnico dal quadro politico. “Ho molta meno fiducia nella politica. Le criticità restano e sono sotto gli occhi di tutti”.

Nel suo intervento riconosce anche un punto spesso strumentalizzato nel dibattito pubblico: “I dipendenti non possono essere assunti dal Comune. Il sindaco sta tentando un’interlocuzione a livello regionale e nazionale per trovare una soluzione normativa. Questa è la verità e va detta con onestà”.

Talerico: “Opposizione responsabile, ma governo incapace”

Il sì più politico arriva da Antonello Talerico. Il consigliere di Forza Italia vota a favore del piano, ma lo fa senza sconti per la maggioranza, trasformando l’intervento in una critica netta alla gestione complessiva dell’Amministrazione. “Da questo dibattito è emerso un dato chiaro: la maggioranza non è riuscita a spiegare politicamente le scelte fatte né i tempi con cui si è arrivati a questo piano”.

Per Talerico, l’approvazione del documento non può essere scambiata per una piena condivisione dell’azione amministrativa. Anzi, il passaggio in Aula diventa l’occasione per alzare il livello dello scontro. “Il vero atto di responsabilità non è mantenere la poltrona, ma tornare al voto. C’è un’incapacità oggettiva di governare che non può essere ignorata”.

Un affondo che va oltre il merito del piano industriale e che chiama direttamente in causa la tenuta politica dell’Amministrazione, lasciando intendere come, archiviata la partita Catanzaro Servizi, lo scontro possa rapidamente spostarsi sul terreno più insidioso degli equilibri consiliari.

Veraldi: “I conti non tornano, voto negativo”

A chiudere il giro degli interventi è Stefano Veraldi, che porta lo scontro sul terreno dei numeri e deposita agli atti un proprio prospetto contabile, chiedendone l’allegazione alla trascrizione della seduta. Nel mirino finiscono soprattutto ammortamenti e previsioni economiche, giudicati incoerenti rispetto ai servizi indicati nel piano. “Ammortamenti così non ne ho mai visti. Alcuni markup non tornano: mi quadrano solo lampade votive, pubblicità e forno crematorio. Il verde pubblico non quadra, la manutenzione strade non quadra, così come altri servizi”.

Il consigliere contesta anche le modalità di calcolo dei ricavi nel primo anno, basati su periodi parziali, e rivendica la legittimità del proprio metodo di analisi. “Ho fatto i conti con la mia calcolatrice. Posso sbagliare io, può sbagliare l’amministratore, ma queste incongruenze non possono essere ignorate”. Da qui la scelta finale, annunciata senza margini di ambiguità: “Per questi motivi, il mio voto è negativo”.

Oltre il piano: la politica e il fantasma del ribaltone

Se il piano industriale è stato approvato senza colpi di scena, il retroscena politico resta tutto aperto. A Palazzo De Nobili, da giorni, circola l’ipotesi di un documento di sfiducia che potrebbe puntare alla chiusura anticipata della consiliatura. Forza Italia e Azione vengono indicate come i gruppi più determinati a verificare la tenuta dell’Amministrazione Fiorita, soprattutto in vista dei prossimi passaggi chiave, a partire dal bilancio. La soglia è nota: 17 firme. La finestra temporale pure: fine febbraio, prima che scatti il conto alla rovescia che renderebbe politicamente e tecnicamente sconveniente una spallata, aprendo il rischio di commissariamento. Per ora, però, la realtà dice altro: sul destino di Catanzaro Servizi il Consiglio ha scelto la responsabilità, mettendo al riparo lavoratori e servizi essenziali. La partita politica, quella sì, è solo all’inizio. E promette quindici giorni infuocati.

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