“Le parole pronunciate dall’assessore regionale Gianluca Gallo, per come traspare da un video sui social, durante un’iniziativa elettorale a sostegno del candidato sindaco di Villapiana Montalti sono gravissime e incompatibili con il ruolo istituzionale che ricopre. Dire pubblicamente che, se non verrà eletto il candidato sostenuto dalla maggioranza regionale, Villapiana rischia di essere “isolata” e di non avere risposte dalla Regione significa evocare un’idea feudale delle istituzioni. È un modo di concepire il potere che appartiene più alla logica del controllo politico che a quella delle istituzioni democratiche”. E’ quanto afferma in una nota durissima la Vicepresidente M5S Vittoria Baldino.
La rappresentanza di tutti i cittadini
Baldino aggiunge: “Le risorse pubbliche non appartengono ai partiti che governano temporaneamente la Regione. Non sono un premio per gli amici né una punizione per chi vota diversamente. Un assessore regionale ha il dovere di rappresentare tutti i cittadini e tutti i territori, indipendentemente dal colore politico delle amministrazioni comunali”. “Trasformare il rapporto tra Regione e territori in un meccanismo di obbedienza e appartenenza è una concezione delle istituzioni che se confermata dalla destra calabrese ci mette davanti a un fatto politico enorme. Ai cittadini di Villapiana ricordo che il voto è libero che nessuno deve mai temere le conseguenze istituzionali per una scelta democratica”, conclude Baldino.
Tridico: “La politica non può premiare solo chi obbedisce”
Dal canto suo, l’europarlamentare Pasquale Tridico, capodelegazione del M5S a Bruxelles, già candidato alla presidenza della Regione Calabria, evidenzia: “Le dichiarazioni pronunciate dall’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo durante un comizio a Villapiana meritano più di una riflessione politica. Perché non si è trattato di una semplice battuta o di un eccesso da campagna elettorale. Le sue parole sono state chiare, con tanto di video che circolano sui social. Quindi, secondo Gallo, se a Villapiana non vince il candidato sostenuto dalla maggioranza regionale, il Comune rischia l’isolamento. Rischia, cioè, di non ricevere risposte dalla Regione Calabria. A parlare, però, non è un dirigente di partito o un sostenitore qualsiasi, ma un rappresentante delle istituzioni regionali. Ed è proprio questo l’aspetto più delicato della vicenda. Come ha giustamente denunciato la vicepresidente M5S Vittoria Baldino, quella di Gallo è “un’idea feudale delle istituzioni”. Le sue parole “sono gravissime e incompatibili con il ruolo istituzionale che ricopre”. Ed ha ragione. Perché chi governa la Regione amministra risorse pubbliche che appartengono a tutti i calabresi, non soltanto ai cittadini che votano per una determinata parte politica”.
“Da Gallo parole incompatibili col ruolo istituzionale”
Dice ancora Tridico: “Il centrodestra calabrese, il peggiore della storia della Repubblica, ha costruito negli anni un sistema che loro stessi chiamano con orgoglio “filiera istituzionale”: Regione, Province, Comuni, tutto allineato sotto la stessa bandiera. Tradotto significa che se non si fa parte della filiera si è tagliati fuori e chi vota dall’altra parte può aspettare, o peggio. Ed è questo il punto politico più serio emerso dalle parole di Gallo. Perché il rischio è che i cittadini percepiscano le istituzioni non come strutture al servizio di tutti, ma come strumenti che rispondono a logiche di appartenenza politica. Nel caso calabrese all’amichettismo elevato a sistema di governo come da tempo sta accadendo. Una rete clientelare travestita da efficienza amministrativa. Quando ho deciso di candidarmi alla guida della Regione Calabria, l’ho fatto anche per affermare un principio semplice: le istituzioni devono essere imparziali. È previsto dalla Costituzione, che all’articolo 97 richiama il buon andamento e l’imparzialità della pubblica amministrazione. I servizi, gli investimenti e le risposte ai territori non possono dipendere dal colore politico di un sindaco o dall’esito di un’elezione comunale. Questo dovrebbe valere sempre, indipendentemente da chi governa. Per questo motivo chiedo all’assessore Gallo di chiarire pubblicamente il senso delle sue dichiarazioni e di spiegare se quelle parole rappresentino una posizione personale oppure il metodo politico della Giunta regionale”.
“Occhiuto prenda posizione”
Tridico conclude: “Anche il presidente Roberto Occhiuto dovrebbe prendere posizione in maniera chiara, senza limitarsi a una risposta formale. Perché quando un rappresentante delle istituzioni lascia intendere che il rapporto con la Regione possa dipendere dal risultato elettorale, il tema non riguarda più soltanto la polemica politica, ma il corretto funzionamento delle istituzioni. I cittadini di Villapiana devono sapere che il loro diritto al voto non può essere condizionato da alcun timore. Le risorse pubbliche non appartengono a un partito, né a un assessore regionale, ma ai cittadini. La politica dovrebbe servire a garantire diritti e opportunità a tutti i territori, senza distinzione. Ed è proprio per questo che parole, come quelle pronunciate a Villapiana, non possono essere archiviate come una semplice uscita infelice da campagna elettorale. Quel metodo alla “o sei con noi o sei contro di noi” di mussoliniana memoria è vergognoso e non tollerabile”.








