79 comuni al voto non sono uno scherzo. Tra essi, Reggio Calabria, Crotone, Castrovillari, San Giovanni in Fiore, Castrolibero e Palmi rivestono insieme l’importanza di un test dall’ indiscusso valore probante, evidenziato soprattutto dallo spietato calendario.
Sono infatti centri di peso, dove si celebreranno le prime sfide tutte politiche, dopo la contesa referendaria, che solo gli ingenui continuano a tenere slegata dal reale sentire dei cittadini verso i contesti nazionale e, perché no, regionale. Come se gli elettori non avessero voluto dire null’altro mediante il voto. E invece han parlato, dicendo più di qualcosa ai governi, ma anche alle opposizioni. Sarà pertanto interessante vedere in Calabria chi abbia recepito e chi no.
La prima squadra dei partiti
Nei centri piu’ grandi, i partiti, pur tollerando la proliferazione di liste e listelle, fanno giocare la prima squadra, sottoponendosi ad una pesa che avrà implicazioni ben oltre i confini municipali. Anche quelli piccoli avranno tuttavia valore, per così dire nazionale, poiché i rispettivi comprensori offriranno indicazioni importanti ai compilatori delle future liste per le camere alta e bassa.
La marcatura stretta dei territori
Non è un mistero che consiglieri regionali in carica, deputati e senatori uscenti, nonché ‘ex’ di ogni consesso elettivo che si rispetti, con la malcelata ambizione di entrare nei palazzi capitolini, siano alle prese, e lo saranno fino alla fine della campagna elettorale, con la marcatura stretta dei rispettivi territori, “anche se qualcuno la sta facendo fuori..” con il rischio di antipatiche guerre fratricide.
Il motivo è presto detto: bisogna far capire ai proconsoli delle segreterie romane di aver ancora appeal, “ di possedere questo o quel quadrante della cartina geografica calabrese”, e quindi di poter legittimare una candidatura in una posizione di rispetto per un seggio parlamentare.
Del resto, se vuoi che il tuo nome circoli tra i papabili candidati a Palazzo Madama o a Montecitorio, devi dimostrare che ancora la comandi a casa tua.
Il civismo dietro cui “ci si ammuccia meglio”
Come? Semplice, intenstandoti le eventuali vittorie locali altrui, quelle dei piccoli medio neo sindaci, dietro al cui civismo “solitamente ci si ammuccia meglio”. Una tattica vecchia come il cucco, ma ancora in voga.
Non è detto però che il millantato credito politico possa da solo bastare di questi tempi per essere scelti, visti i tanti pretendenti in circolazione ad uno scranno camerale, quasi tutti peraltro reduci da trombature ancora sanguinanti, rimediate alle scorse regionali di ottobre.
Aquile e avvoltoi sui campanili
Sta di fatto che in questo periodo aquile e avvoltoi volano radenti sui campanili di mezza Calabria alla ricerca spasmodica di titoli di credito, falsi e veri, da poter alla bisogna esibire per incassare una nomination nel 2027. E fanno bene, dal loro punto di vista, perché la concorrenza è agguerrita, come dicevamo. Inoltre, è sicuro che sia che si vada a votare con l’attuale legge elettorale, sia che si faccia in tempo a farne un’altra “nuova” di zecca, il potere divino di scelta dei parlamentari in capo alle segreterie non cambierà di una virgola, anzi..






