23 Luglio 2026
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Consiglio Comunale Catanzaro, Fiorita e compagni bocciati sul progetto Noto: la pratica passa con i voti del centrodestra

Quindici sì e sette no alla proposta della Comet per realizzare a Giovino strutture destinate a studenti e anziani autosufficienti. Il sindaco vota contro insieme al centrosinistra, ma viene battuto da opposizioni, civici e gruppo Misto

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La politica, a volte, cambia direzione con la rapidità di una votazione elettronica. A Catanzaro sono bastati quindici voti favorevoli e sette contrari per trasformare una pratica urbanistica in una frattura politica destinata a pesare sul futuro dell’amministrazione comunale. Il Consiglio ha approvato la richiesta della Co.Me.T. srl, rappresentata dall’imprenditore e patron del Catanzaro Calcio Floriano Noto, relativa all’area di Giovino classificata dal Piano regolatore come zona territoriale omogenea F2. La società punta a riconvertire l’attuale impianto sportivo in strutture di student housing e social housing per anziani autosufficienti.

Il grande sconfitto

A essere sconfitto in Aula è stato il sindaco Nicola Fiorita, che ha votato contro insieme al Pd, a Cambiavento e alle altre componenti del centrosinistra. La pratica è passata grazie al voto compatto delle opposizioni e al sostegno del gruppo Misto e di alcune forze civiche. Non è stata soltanto una bocciatura numerica: è apparsa come la fotografia di una maggioranza politica che, nel momento decisivo, non è riuscita a essere maggioranza consiliare.

Il progetto di Noto divide il Consiglio

La discussione ha ruotato intorno a una distinzione tutt’altro che formale. La vicesindaca e assessora Giusy Iemma, illustrando il provvedimento, ha chiarito che non si trattava tecnicamente di una modifica della destinazione d’uso dell’area. Il Consiglio era chiamato, invece, a individuare una funzione specifica tra quelle attribuibili alla zona F2, destinata ad “attrezzature di interesse comune”.

La Comet, proprietaria dell’area dal 2023, ha presentato un progetto che prevede alloggi e servizi per studenti e una residenza innovativa rivolta agli anziani autosufficienti. Un investimento potenzialmente rilevante sotto il profilo economico e occupazionale, ma sul quale sono emersi dubbi di natura urbanistica e ambientale. La stessa Iemma ha ricordato che il preliminare del nuovo Piano strutturale comunale, pur non essendo ancora vincolante, conferma per quell’area una vocazione prevalentemente sportiva. Ha però aggiunto che la decisione finale rientrava nelle prerogative del Consiglio, al quale l’amministrazione ha rimesso ogni valutazione.

I dubbi del centrosinistra e il “no” di Fiorita

Il fronte contrario ha concentrato l’attenzione sulle criticità contenute nell’istruttoria. Daniela Palaia, esponente di Cambiavento, ha osservato che né lo student housing né la struttura per anziani autosufficienti sembrerebbero rientrare chiaramente nelle categorie contemplate per le attrezzature di interesse comune. Da qui il suo voto negativo. Il dato politico più pesante, tuttavia, è arrivato dal sindaco. Nicola Fiorita ha espresso apertamente il proprio voto contrario, allineandosi alle forze del centrosinistra. Ma il “no” del sindaco non è bastato. E, quando il tabellone ha restituito il risultato, è diventato evidente che la maggioranza capace di approvare il provvedimento si era formata altrove.

Il centrodestra vota sì e attacca la maggioranza

Sul versante favorevole si sono ritrovati consiglieri appartenenti a mondi politici molto diversi. Stefano Veraldi, dei Riformisti, ha evocato persino Steven Spielberg per descrivere una discussione che, a suo giudizio, aveva assunto i contorni della fantascienza. Eugenio Riccio, della Lega, ha ribadito con forza il proprio sostegno al progetto. Fabio Celia, del gruppo Misto, ha definito il quartiere Lido la “vera bomba sociale” della città e pur denunciando i problemi irrisolti di quelle aree, si è dichiarato favorevole alla proposta della Comet. Posizione analoga per Raffaele Serò, Francesco Scarpino, che ha sottolineato la disponibilità di Noto a partecipare alla seduta della commissione per illustrare il progetto. e anche Giovanni Costa. Dalle opposizioni è arrivata un’accusa netta al centrosinistra: avere assunto una posizione pregiudiziale nei confronti di un investimento privato considerato importante per la città. Qualcuno ha spinto l’offensiva fino a chiedere all’amministrazione di trarne le conseguenze politiche. Il confronto ha superato più volte il confine della normale dialettica consiliare. Durante l’intervento di Vincenzo Capellupo, le continue interruzioni provenienti dall’Aula hanno persino costretto il presidente Gianmichele Bosco a sospendere momentaneamente la seduta. A proposito, chi mancava? Assenti giustificati i Manuela Costanzo, Assisi, Buccolieri, Levato, Mancuso, Sergio Costanzo e Talerico, ufficialmente tutti impossibilitati a partecipare per concomitanti impegni. Assenze formalmente motivate, ma che, davanti a una votazione tanto delicata, sono inevitabilmente destinate ad alimentare interpretazioni e interrogativi politici. Il risultato finale consegna una geografia consiliare profondamente diversa da quella uscita dalle elezioni. Da una parte il sindaco, il Pd e Cambiavento; dall’altra un fronte composto da centrodestra, gruppo Misto, forze civiche e consiglieri collocati fuori dagli schieramenti tradizionali. Non è ancora una nuova maggioranza politica. È però una maggioranza numerica alternativa che, su uno dei dossier più sensibili della consiliatura, ha dimostrato di esistere.

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